Giovedì 30 novembre 2006 Enografia nazionale Piemonte Toscana e Campania.
Gavi 2005 “Raggio” BERSANO

T.s. es. visivo: 10°c. – es. olfattivo:11,5°c. – es. gustativo:12.5°c.

Cristallino nel bicchiere con un giallo paglierino molto tenue, lievi riflessi verdolini. Media la consistenza della “lacrima” in formazione. All’olfatto è di medie “dimensioni”; abbastanza intenso ed abbastanza persistente. Fine nella qualità. Proiettando i dati raccolti fin’ora, in funzione di possibili abbinamenti, potranno essere considerati piatti dai profumi fragranti al primo impatto, ma non persistenti nell’espressione. Quindi potranno essere profumi ad esempio, apportati dall’impiego di erbe aromatiche fresche.
All’esame gustativo è secco, di contenuta morbidezza e caratterizzato da una freschezza acida in primo piano; questo risulta essere l’elemento di maggior spicco e quindi sarà su questo elemento che potranno essere sviluppate le proposte di abbinamento gastronomico. La sapidità di secondo piano, incrementa la percezione dell’acidità dando vita ad una costante e piacevole salivazione, al punto che anche la parte alcolica, non sviluppa impressioni di calore tali da poter eventualmente contrapporsi alla succulenza delle proposte di abbinamento gastronomico. Questo in un certo senso, indica quali potranno essere le tipologie di preparazioni da considerare. Non dovrebbero essere proposti piatti dal gusto intenso e ricchi di succulenza. Potranno essere piatti anche ricchi di percezioni grasse e profumati in modo fragrante. Il vino risulta essere abbastanza equilibrato, fine anche nella qualità gustativa e complessivamente armonico.


Sangiovese Toscano 2000 I.G.T. “Etrusco” CENNATOIO

T.s. es. visivo: 18,5°c. – es. olfattivo:18,5°c. – es. gustativo:19°c.

 Cristallino e granato con la sola “unghia” lievemente aranciata. L’unghia è visibile in quella parte del bicchiere che sta al “confine” col vino; in pratica la parte più esterna della superficie coperta dal vino nel bicchiere. Quando, in un vino di 6 anni, la presenza aranciata interessa questa “limitata” zona del bicchiere, è segno che il vino si sta “difendendo” bene dal naturale fenomeno dell’ossidazione, che interessa tutti i vini nelle diverse fasi dell’invecchiamento. Consistenza ricca e visibile in una lacrima lenta nella formazione e nella discesa. Tutto ciò promette“complessità”gusto-olfattiva.
All’esame successivo è intenso e persistente, di qualità fine. E’ possibile incontrare profumi appartenenti alle famiglie dei fruttati, floreali, speziati ed eterei. Si possono riconoscere la confettura di frutta a polpa rossa, il cioccolato per gli elementi tostati, la foglia di alloro secco, la liquirizia dolce ed anche tabacco da pipa. Quanto percepito all’esame olfattivo sia per dimensioni che per natura, dà ampie opportunità di scelta per gli abbinamenti; in particolare per i secondi piatti di carne. All’esame gustativo è secco e morbido, abbastanza fresco ed anche sapido; la tannicità trova anch’essa spazio per dare il suo contributo. Caldo di alcol e robusto di corpo. Si era ipotizzata una complessità olfattiva, fin dall’esame visivo; ciò si è verificato in forma equilibrata e complessivamente armonica. La  P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) del vino è lunga ed è questo elemento che permetterà d’impiegare i metodi di cottura atti a sviluppare “ricchezza” olfattiva, per esempio nelle cotture alla brace delle carni rosse di manzo, oppure nelle cotture in forno di tagli mediamente grassi di ovini e caprini. Potrà essere proposto anche con formaggi saporiti ma non piccanti; elaborati con latte di pecora o vaccino.


Taurasi 1998 “Fatica Contadina” TERREDORA

T.s. es. visivo: 19°c. – es. olfattivo:19°c. – es. gustativo:19°c.

 Cristallino e rosso granato con “avvolgenti” riflessi aranciati. La lacrima è “lenta” nella formazione a testimoniare una evidente complessità, in un vino di importante evoluzione dei componenti.
All’olfatto è intenso e persistente, senza mezze misure, la qualità è eccellente ed ora la natura dell’evoluzione appare in tutta la sua nobiltà ed eleganza. La descrizione dell’olfatto è di un vino etereo, floreale, speziato, con percezioni fruttate in forma evoluta. Si possono riconoscere la terra bagnata, la liquirizia in bastoncino, il garofano essiccato e la cannella. Presa coscienza delle dimensioni e della natura dei profumi, prima di passare all’esame gustativo, nell’ipotesi delle proposte di abbinamento, potranno essere prese in considerazione quelle preparazioni olfattivamente ricche e persistenti, caratterizzate dai metodi di cottura atti a sviluppare tali elementi; si potranno utilizzare spezie per dare una persistenza tale da potersi contrapporre a quella del vino. All’esame gustativo è secco e morbido e si esprime, già da questo punto, in modo molto elegante. E’ ancora abbastanza fresco (è un 1998) e di percettibile sapidità; la tannicità è di secondo piano ma potrebbe comunque “prendersi cura” di eventuali  eleganti ed aromatiche untuosità nei piatti. Caldo di alcol in forma equilibrata, pronto per una buona succulenza. La  P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) è quella di un vino organoletticamente perfetto, di qualità eccellente. Si può “cucinare” in funzione dei suoi caratteri ed individuare le proposte migliori. Carni rosse, selvaggina, agnello e capretto, con le elaborazioni più ricche e complesse. I formaggi, che nella stagionatura, sviluppano un complesso olfattivo di grande impegno, oltre ad essere gustativamente e tattilmente coinvolgenti, possono rappresentare una “base” organolettica sulla quale, questo Taurasi, potrebbe offrire sensazioni uniche.

 

Giancarlo Lercara e gli studenti  del LXXVIII Master coreano