| Mercoledì 21 febbraio 2007 – ABBINAMENTO GASTRONOMICO CON PESCI
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BAVA - Filetto di sogliola alla salentina con Monferrato bianco 2001 Alteserre
Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 13°c. Giallo paglierino intenso con riflessi dorati, lacrima “grassa” di consistenza. Al profumo è abbastanza intenso ed abbastanza persistente, di fine qualità. Dà l’impressione di aumentare il “carattere” con l’evoluzione nel bicchiere e con l’aumento della temperatura di servizio. Può essere descritto come fruttato, floreale, speziato e minerale. Si possono riconoscere la scorza di agrumi, la vaniglia, il pompelmo e man mano che aumenta la temperatura appunto, fiori bianchi, camomilla, polvere di cacao…., elementi più tenui e “dolci”. Il piatto scelto per la prova, è olfattivamente intenso ed avvolgente; lo è soprattutto per gli ingredienti impiegati, olive nere e olio extra vergine d’oliva, in particolare. Sarà impegnativo per il vino, ma dovrebbe avere sufficiente “struttura” gusto-olfattiva per le diverse contrapposizioni. Conclusioni: Può essere proposto a partire dagli antipasti, ma non dovranno essere semplici e delicati. Uno sformato di verdura a tendenza dolce, con una salsa a base di formaggio caprino di media stagionatura, per esempio, oppure un antipasto di pesce (crostacei come scampi, gamberi o aragosta) con breve cottura di casseruola a ricavare “fumetto” che faccia da salsa, quindi piatti succulenti ed intensamente profumati con l’integrazione di qualche erba aromatica fresca. Anche i primi piatti possono essere idonei; un risotto ancora con crostacei ed anche con l’impiego di pomodoro, una pasta fresca all’uovo con verdure a tendenza dolce e carni bianche. Per i secondi, cotture di forno per pesci di media grassezza ed intensa sapidità, oppure pesci dalle “carni” più consistenti, con cotture alla brace. COLLE MANORA - Tonno alla marinara con Monferrato bianco 2004 Mimosa
Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 13°c. Cristallino e giallo paglierino intenso con brillanti riflessi verdolini. Lacrima della consistenza lenta nella formazione e nella discesa…. quindi consistente. Promesse importanti già al visivo. Infatti all’esame successivo, quello olfattivo, è intenso e persistente senza mezze misure, la qualità poi è eccellente. La descrizione darà luce sulle opportunità d’abbinamento e su cosa potrà accadere per quello proposto. Alla descrizione è fruttato, floreale ed erbaceo; è possibile riconoscere della frutta tropicale ma anche la pesca, poi sentori balsamici che ricordano l’eucalipto, un insieme poi di sentori animali e minerali, un vago sentore di tartufo bianco e poi eleganti ricordi di camomilla. La dimensione a questo punto è ampia e la possibilità di trovare concordanza con i profumi della ricetta, sembrano maggiori; sarà importante determinarne i valori in fase di persistenza. Conclusioni: Antipasti organoletticamente di carattere, solo quelli possono esprimersi con questo Monferrato bianco Mimosa . Prosciutto crudo di stagionatura importante, Culatello, anch’esso stagionato, ma anche speck di buona affumicatura. Per quanto riguarda i primi piatti, paste fresche all’uovo e risotti, con condimenti di verdure a tendenza dolce e crostacei oppure con condimenti di carni bianche e verdure. Secondi di pesce, dalle carni succulente, anche grasse, con cotture di casseruola o al forno.
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Giancarlo Lercara e gli studenti del LXXVIII Master coreano |