Giovedì 15 febbraio ’07 vini speciali spumanti metodo classico e metodo charmat.
Prosecco di Valdobbiadene brut 2005 “Crede” BISOL”

T.s. es. visivo: 8°c. – es. olfattivo:9,5°c. – es. gustativo:11°c.

Cristallino e giallo paglierino tenue con lievi riflessi verdolini. Il “perlage” si sviluppa con bollicine fini, numerose e persistenti. L’aspetto visivo lascia intuire un vino “fresco e giovane” nelle manifestazioni organolettiche. Al profumo è abbastanza intenso ed abbastanza persistente, di qualità fine. Le “dimensioni” dell’olfatto sono moderate anche se fragranti per forma d’espressione. Gli abbinamenti potranno tener conto di quest’aspetto, al fine di non creare ostacoli allo sviluppo organolettico. Le proposte d’abbinamento, sia come accompagnamento all’aperitivo, che come vino servito a tavola, potranno essere caratterizzate da profumi “fragranti” per espressione e non molto persistenti per la durata. La descrizione ed i riconoscimenti olfattivi, confermano quanto affermato in precedenza; sono infatti presenti famiglie di profumi, che per natura, vengono definiti “leggeri e fragranti”. Si possono riconoscere elementi fruttati, erbacei ed anche floreali. Le percezioni sono di pera, di erbe aromatiche fresche, di fiori bianchi e di agrumi.
All’esame gustativo è secco ed abbastanza morbido; tale condizione potrà permettere abbinamenti con sensazioni soporifere di media intensità (5 su 10). La parte acido-sapida è di media freschezza e di sapidità un pò più evidente; i cibi potranno essere caratterizzati da medie tendenze dolci e da grassezze contenute. Media l’espressioni di calore sviluppata dall’alcol e di conseguenza proposte non molto ricche di succulenza. In conclusione si può considerare un vino di elegante equilibrio e dalla  P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) di medie dimensioni; quest’ultimo carattere induce, come detto all’inizio, verso scelte non molto persistenti nei profumi.


Trento brut 2001 “ PERLE’ ”  FERRARI – FRATELLI LUNELLI

T.s. es. visivo: 10°c. – es. olfattivo:11°c. – es. gustativo:13°c

Cristallino nella flûte, con il perlage fine e persistente che lo fa diventare brillante; la materia colorante è ricca nella tonalità paglierina, con lievi riflessi dorati. E’ anche possibile, dopo contenute rotazioni del bicchiere, vedere le “lacrime” della consistenza. L’aspetto visivo promette complessità. All’esame del profumo è intenso e persistente, di qualità eccellente. Si presenta subito nella sua “veste olfattiva” più elegante, austera e di razza. La fase della maturazione “sulle fecce” gli ha conferito elementi di alto pregio. Alla descrizione è fruttato ( ma di frutta tropicale ed anche  a polpa gialla matura ), minerale (la pietra focaia è netta ed evidente), speziato con percezioni di sesamo ed anche di timo per gli elementi vegetali, floreale con sentori di camomilla in fiore. Con la temperatura di servizio che arriva quasi ai 13°c. si percepiscono in forma elegante e ben amalgamata, sentori di crosta di pane e  di nocciola, per gli elementi tostati. Il profumo di lieviti poi, è presente, ogni volta che si porta il bicchiere al naso. Sarà una raffinata proposta per l’aperitivo, a patto che gli elementi d’accompagnamento, potranno olfattivamente “misurarsi” con l’ampiezza, l’intensità e la persistenza di questo metodo classico. A tavola, in abbinamento con preparazioni studiate, sul pesce ad esempio, potrebbe costituire un inizio pranzo di gran carattere. Dopo l’analisi gustativa, si potranno certamente aggiungere altre importanti preparazioni, per le diverse portate, fino ai secondi piatti di carne….
In bocca è secco e di morbidezza importante; la percezione tattile dell’anidride carbonica, non ostacola minimamente quest’espressione che darà spazio a varie interpretazioni per gli abbinamenti gastronomici. Potrà trattarsi di piatti dal gusto caratterizzato sulla sapidità, senza particolari timori. La freschezza acida è di medio valore e lascia lo spazio d’espressione alla sapidità, che per sua natura, quando si trova in un contesto come questo, offre persistenze di valore. Piatti dalla media grassezza e di buona tendenza dolce (crostacei ed anche semplici preparazioni d’agnello, senza presenze molto grasse). La succulenza potrà essere anche in primo piano, nella proposta, perché la parte alcolica sarà in grado di contrapporsi, dando un risultato d’equilibrio. Vino di corpo e di grande equilibrio,  con la  P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) che determina un valore qualitativo di primo piano.
Se ricercati con attenzione, gli abbinamenti possibili con questo vino potranno uscire dai canoni, (costolette d’agnello al timo ad esempio), riservando sorprese positive ai più scettici.
Proponendolo al momento dell’aperitivo, dei “bocconcini” di Grana Padano di 28/30 mesi di stagionatura, sarebbero un accompagnamento di carattere. Nella maggior parte dei casi, questa proposta d’abbinamento si risolve a favore del formaggio, che toglie quasi completamente lo spazio d’espressione allo spumante; in questo caso ci sarebbe equilibrio ed armonia e si potrebbe trarre spunto, anche per accompagnare dei formaggi a fine pasto.

 

Giancarlo Lercara e gli studenti  del LXXVIII Master coreano