Giovedì 30 novembre’06 Enografia nazionale  Liguria, Umbria e Puglia.
V.d.T. Spigau Crociata  LE ROCCHE DEL GATTO

T.s. es. visivo: 9.5°c. – es. olfattivo:11°c. – es. gustativo:13.5°c.

Cristallino ed intenso nel colore giallo, quasi dorato; lacrima da consistenza netta ed evidente.
Olfatto intenso e persistente, fine nella qualità e netto nelle espressioni. Si possono riconoscere, anche se ai fini dell’abbinamento gastronomico sono elementi di secondo piano, l’ananas maturo, elementi speziati come la noce moscata, minerali come la pietra focaia, odori di burro e pasticceria. Profumo complesso e ricco che permette abbinamenti altrettanto importanti. E’ infatti possibile già da questo momento, pensare ad ingredienti e metodi di cottura. Potranno, ad esempio, essere utilizzati pesci importanti, erbe aromatiche con generosità e cotture che caratterizzano la preparazione.
Al gusto secco si contrappone una morbidezza importante; allora è possibile proporre piatti dal gusto intenso per sapidità, per tendenze amarognole ed acide. Equilibrio dato dall’acidità e dalla sapidità persistente; tali elementi permettono l’impiego di grassezze non in forma prevalente. I piatti potranno essere succulenti perché troveranno nell’alcol del vino sufficiente armonia.
Corpo robusto, quasi equilibrato, intenso e persistente ed allora potranno essere proposte preparazioni dalla medio-lunga persistenza gusto-olfattiva.


I.g.t. Salento rosso 2000 “Cappello di prete” CANDIDO

T.s. es. visivo: 17°c. – es. olfattivo:17°c. – es. gustativo:18°c.

Cristallino e rosso granato con netti riflessi aranciati; lacrima lenta a formarsi ed a cadere; si prevede quindi ricchezza e complessità. Qualità olfattiva eccellente e dimensioni intense e persistenti. Sentori speziati, eterei, floreale ed ampi. Possono essere descritti riconoscimenti speziati  di ginepro, frutta secca (fico), fiori rossi essiccati (geranio), tabacco ed anche per qualche istante nobili sentori di tartufo bianco. E’ dalla dimensione dell’olfatto che si possono intuire abbinamenti di rilievo a partire dai primi piatti di pasta fresca all’uovo con condimenti di carni rosse e selvaggine; tra i secondi piatti potranno essere proposti piatti di carne con ricchezza gusto-tattile-olfattiva. All’esame  gustativo secco e morbido, di sapidità prevalente sull’acidità, tannino subito dietro a dare persistenza e carattere: Il “caldo” dell’alcol potrà accogliere le succulenze stimolate da ingredienti idonei, ma meglio ancora dai metodi di cottura che concentrano profumi e sapidità; ad esempio la griglia o la brace, potrebbero essere metodi adatti alla preparazione di saporiti piatti d’agnello. La morbidezza di cui si è detto prima, sarà sufficiente a portare equilibrio, armonia e pulizia tattile.


Torgiano rosso riserva 1997 “Vigna Monticchio” LUNGAROTTI

T.s. es. visivo: 17°c. – es. olfattivo:17°c. – es. gustativo:18°c.

Affascinante rosso granato, in cui, nonostante l’età (1997) si percepisce l’aranciato solo nel “bordo” del bicchiere; quasi consistente e cristallino. L’evoluzione quindi, non ha consumato le materie coloranti in modo evidente. Al naso ha dimensioni intense, persistenti, fini ed eleganti: Sentori fruttati, floreali, eterei e speziati. L’evoluzione olfattiva dà ricchezza ed ampiezza ai riconoscimenti; s’inizia con la polvere di cacao, poi i funghi secchi, le note speziate son date dalle bacche di ginepro, il fruttato dev’esser inteso come prugne in confettura e man mano che l’evoluzione si manifesta nel bicchiere, il profumo si nobilita con percezioni animali di cuoio e fiori rossi secchi. Prima di passare all’esame gustativo, si fanno le considerazioni in merito a quali possibili abbinamenti  potranno essere individuati. Si possono quasi escludere i primi piatti, a meno che non entri in gioco il tartufo bianco o nero;  per i secondi piatti la scelta sarà ampia tra le carni rosse e le selvaggine, così come potranno essere ricette ricche d’ingredienti ed i metodi di cottura, saranno quelli più impegnativi.
Al palato, morbido e chiaramente secco. Ecco la conferma di quanto detto in precedenza; potranno essere piatti saporiti e con tendenze amarognole: La sapidità, com’è logico è più evidente dell’acidità e per questo motivo i piatti non dovranno essere caratterizzati da evidenti presenze grasse. Anche il tannino non potrebbe portare conforto, sebbene non sia proprio la grassezza il suo obiettivo principale; infatti c’è ma in perfetto equilibrio con gli altri componenti. La succulenza dei piatti potrà esprimersi ma senza prevalenze. Quasi corposo, equilibrato, intenso e persistente dopo l’assaggio, complessivamente armonico.

 

Giancarlo Lercara e gli studenti  del LXXVII Master in lingua inglese