| Giovedì 30 novembre’06 Enografia nazionale Liguria, Umbria e Puglia.
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V.d.T. Spigau Crociata LE ROCCHE DEL GATTO
T.s. es. visivo: 9.5°c. – es. olfattivo:11°c. – es. gustativo:13.5°c. Cristallino ed intenso nel colore giallo, quasi dorato; lacrima da consistenza netta ed evidente. I.g.t. Salento rosso 2000 “Cappello di prete” CANDIDO
T.s. es. visivo: 17°c. – es. olfattivo:17°c. – es. gustativo:18°c. Cristallino e rosso granato con netti riflessi aranciati; lacrima lenta a formarsi ed a cadere; si prevede quindi ricchezza e complessità. Qualità olfattiva eccellente e dimensioni intense e persistenti. Sentori speziati, eterei, floreale ed ampi. Possono essere descritti riconoscimenti speziati di ginepro, frutta secca (fico), fiori rossi essiccati (geranio), tabacco ed anche per qualche istante nobili sentori di tartufo bianco. E’ dalla dimensione dell’olfatto che si possono intuire abbinamenti di rilievo a partire dai primi piatti di pasta fresca all’uovo con condimenti di carni rosse e selvaggine; tra i secondi piatti potranno essere proposti piatti di carne con ricchezza gusto-tattile-olfattiva. All’esame gustativo secco e morbido, di sapidità prevalente sull’acidità, tannino subito dietro a dare persistenza e carattere: Il “caldo” dell’alcol potrà accogliere le succulenze stimolate da ingredienti idonei, ma meglio ancora dai metodi di cottura che concentrano profumi e sapidità; ad esempio la griglia o la brace, potrebbero essere metodi adatti alla preparazione di saporiti piatti d’agnello. La morbidezza di cui si è detto prima, sarà sufficiente a portare equilibrio, armonia e pulizia tattile. Torgiano rosso riserva 1997 “Vigna Monticchio” LUNGAROTTI
T.s. es. visivo: 17°c. – es. olfattivo:17°c. – es. gustativo:18°c. Affascinante rosso granato, in cui, nonostante l’età (1997) si percepisce l’aranciato solo nel “bordo” del bicchiere; quasi consistente e cristallino. L’evoluzione quindi, non ha consumato le materie coloranti in modo evidente. Al naso ha dimensioni intense, persistenti, fini ed eleganti: Sentori fruttati, floreali, eterei e speziati. L’evoluzione olfattiva dà ricchezza ed ampiezza ai riconoscimenti; s’inizia con la polvere di cacao, poi i funghi secchi, le note speziate son date dalle bacche di ginepro, il fruttato dev’esser inteso come prugne in confettura e man mano che l’evoluzione si manifesta nel bicchiere, il profumo si nobilita con percezioni animali di cuoio e fiori rossi secchi. Prima di passare all’esame gustativo, si fanno le considerazioni in merito a quali possibili abbinamenti potranno essere individuati. Si possono quasi escludere i primi piatti, a meno che non entri in gioco il tartufo bianco o nero; per i secondi piatti la scelta sarà ampia tra le carni rosse e le selvaggine, così come potranno essere ricette ricche d’ingredienti ed i metodi di cottura, saranno quelli più impegnativi.
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Giancarlo Lercara e gli studenti del LXXVII Master in lingua inglese |