| Giovedì 14 dicembre 2006 Abbinamento gastronomico con il formaggio
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Igt Sicilia Syrah 2003 ANTICA TINDARI con Raschera D:O.P. d’alpeggio “estate 2006”
Temperatura media alla degustazione ed all’abbinamento: 17° c. Rosso granato con unghia lievemente aranciata, ancora di buona compattezza nel centro del bicchiere. Quasi consistente. Cristallino. Conclusioni: E’ un vino che si presta ad abbinamenti con primi e secondi piatti, mentre con gli antipasti potrebbe essere meno indicato. Paste farcite e paste gratinate, con sapori e profumi di buona fragranza anche se non molto persistenti; bene per l’impiego di verdure profumate quali ingredienti caratterizzanti. Secondi piatti di carni suine, anche con cotture di casseruola; bovine, se con cotture brevi e nuovamente più impegnate per metodo e per ingredienti le preparazioni per animali da cortile. Barbaresco 2004 “Ovello” CASCINA MORASSINO con Pecorino sardo 12 mesi
Temperatura media alla degustazione ed all’abbinamento: 18°c. Cristallino e granato con riflessi aranciati; consistente. Profumo intenso e persistente, di qualità eccellente. Dimensione ampia nella descrizione e nei possibili riconoscimenti. Floreale, speziato, fruttato e sentori di elementi tostati. Confettura di prugne e gerani rossi essiccati. Con la “rotazione” del vino nel bicchiere e quindi con l’aumento della superficie d’evaporazione, si possono riconoscere l’odore della selvaggina, del cioccolato e dei chiodi di garofano. E’ senza dubbio un profumo ampio e già con qualche percezione eterea. Il formaggio scelto per quest’abbinamento, al profumo è di netta percezione, ma potrebbe non avere sufficiente persistenza. Conclusioni: Vino che può fare la sua comparsa in tavola con i secondi piatti importanti. Volendo indicarlo con dei primi piatti, dovranno essere paste fresche o risotti con condimenti di selvaggina, fondute di “tome vaccine” stagionate ed arricchite da tartufo bianco. Per i secondi, carni rosse, bue grasso, selvaggine da pelo e da piuma, agnello e capretto. Gli ingredienti ed i metodi di cottura, dovranno essere quelli in grado di apportare complessità gustative, senza temere la grassezza e le eventuali eleganti e profumate untuosità, che normalmente danno consistenza alle salse. Anche per i profumi non si dovrà temere l’impiego di spezie o di erbe aromatiche e neanche dei metodi di cottura atti ad incrementare tale aspetto.
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Giancarlo Lercara e gli studenti del LXXVII Master in lingua inglese |