| Giovedì 14 dicembre 2006 Abbinamento gastronomico con i dolci
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Moscato d’Asti 2006 “Volo di Farfalle” SCAGLIOLA con Panettone di pasticceria
Temperatura media alla degustazione ed all’abbinamento: 10° c. Cristallino, quasi brillante e con colore giallo paglierino tenue ricco di riflessi verdolini. All’olfatto è quasi intenso e di buona persistenza, eccellente nella qualità. E’ aromatico, fruttato, floreale e con piacevoli percezioni vegetali di erbe aromatiche fresche. Al primo impatto è possibile riconoscere in modo netto ed inequivocabile il sentore della mela “golden”; poi la salvia e la melissa e per la frutta “citrina” la clementina. Il profumo è tipico per natura e dimensione, quindi la proposta in abbinamento del Panettone di pasticceria sembra essere, fin d’ora, positiva. Conclusioni: Questo appena descritto rappresenta uno dei migliori abbinamenti possibili, ma questa tipologia di vino può offrire il meglio di se, quando viene proposto con i dolci morbidi, anche un po’ grassi, con la presenza di frutta fresca a polpa bianca o gialla, dolci che non stimolino soprattutto intense succulenze. Per i profumi e necessario non prevalere nelle misure, non è vino da persistenze olfattive ed usare del cioccolato, ad esempio, potrebbe essere penalizzante per il vino. Malvasia di Castelnuovo Don Bosco 2005 CASCINA GILLI con Bônet
Temperatura media alla degustazione ed all’abbinamento: 10° c. Limpido e rosso porpora con riflessi rubini; quasi intenso e di buona persistenza. Fine per la qualità. Aromatico e fruttato, floreale. E’ possibile riconoscere il sentore dei fiori rossi, potrebbe essere l’iris ed anche il glicine nella sua espressione più avvolgente. I frutti sono rossi, come il melograno e la fragolina di bosco. Un elegante percezione di foglia d’alloro. Il bônet potrebbe preoccupare per la presenza del cacao, ma non è cioccolato, quindi meno intenso il sentore tostato; è probabile che si possa ottenere un buon risultato. In bocca è quasi dolce e di media morbidezza; il bônet, anche lui, non è ricco di percezioni zuccherine di primo piano, è stato impiegato cacao amaro e questo aiuta la prova. La freschezza non è, come la sapidità, di percezione intensa e comunque non è necessario che lo sia. Alcol moderato e succulenza di pari grado; vuol dire armonia anche qui. Il vino risulta equilibrato ed in grado di dare pulizia organolettica, con una buona concordanza gusto-tattile ed olfattiva, con un dolce che in teoria richiederebbe un vino più ricco. Conclusioni: E’ un vino che non ama confrontarsi con i dolci molto zuccherini e consistenti alla masticazione. Quindi quelli morbidi, con frutta fresca a polpa rossa, con pasta sfoglia ed anche con pasta frolla, non molto grassa. Il cacao, come visto, può esserci, ma meglio evitare il cioccolato.
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Giancarlo Lercara e gli studenti del LXXVII Master in lingua inglese |