| Mercoledì 13 dicembre 2006 Abbinamento gastronomico con il pesce
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Langhe bianco 2003 “Matteo Correggia” MATTEO CORREGGIA con filetto di tonno alla marinara
Temperatura media alla degustazione ed all’abbinamento: 13.5° c. Nel bicchiere è paglierino intenso con ancora riflessi verdolini e di lacrima consistente. Conclusione: Se saranno antipasti dovranno essere di crostacei dalla preparazione ricca e complessa (non al vapore); gli sformati di verdura potranno essere accompagnati da salse a base di formaggio e potrà essere usato il tartufo bianco. Risotti succulenti ancora con pesci ricchi di sensazioni e poi i secondi di pesce con le cotture di forno, di brace ed anche in casseruola; una zuppa di pesce potrebbe essere, se generosa nel suo carattere, una buona proposta. La “coda di rospo” potrebbe offrire buone opportunità a chi opera in cucina. Piemonte Chardonnay 2003 “Mej” CAUDRINA con filetti di sogliola alla salentina
Temperatura media alla degustazione ed all’abbinamento: 13.5° c. Cristallino e giallo paglierino intenso con lievi riflessi verdolini; consistente alla vista. Quasi intenso e sfiora la persistenza. Di qualità fine e di ampio profumo. Fruttato, floreale, speziato ed anche erbaceo. Frutta matura a polpa gialla, burro, vaniglia ed anche percezione di fiori gialli. Le dimensioni olfattive sono quelle di un vino che può essere impiegato per diversi abbinamenti, perché man mano che il vino s’evolve nel bicchiere aumenta le sue “misure” olfattive. In bocca è secco e quasi morbido; la preparazione scelta per l’abbinamento è ricca di sapidità e di una lieve tendenza amarognola e nonostante ciò il vino riesce ad equilibrarsi in modo da lasciare la bocca “pulita”. Sapidità prima dell’acidità, com’è ovvio nei vini non più giovanissimi; in questo caso questi elementi non hanno particolari compiti da svolgere e quindi possono testimoniare una lieve persistenza. Anche l’alcol sfiora la percezione netta di “calore” e questo gli permette di misurarsi in modo positivo con la quasi succulenza del piatto, conferita dai “sapori” più che dalla consistenza. La persistenza olfattiva è quella che permette di “usare” piatti dai profumi anche intensi senza però arrivare alle lunghe persistenze. Conclusioni: Come dimostra la prova descritta, è necessario avere percezioni organolettiche ben definite ad iniziare dal gusto. Possono, a queste condizioni, anche essere antipasti, di pesce come il salmone, o di verdure come gli sformati autunno – invernali, accompagnati da burro aromatizzato o salse a base di formaggio.
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Giancarlo Lercara e gli studenti del LXXVII Master in lingua inglese |