Giovedì 9 novembre 2006 : abbinamento gastronomico con i pesci
LA CAPPUCCINA - Soave 2004 “Fontego” con filetto di cernia alla salentina  

Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 11°c.

Giallo paglierino tenue, cristallino alla limpidezza ed abbastanza consistente alla ”lacrima”. Profumo dalle medie dimensioni e delicato nella forma d’espressione; fruttato e floreale con sentori di mela delizia, fiori bianchi, lievi percezioni di melissa per le note erbacee. Fine per la qualità. È un profumo che riporta alle dimensioni di medio valore quantitativo (5 su 10). Il piatto della proposta, tra gli ingredienti, vede la presenza delle olive nere; se ben dosate non costituiscono un problema, ma lo potrebbero, se venissero impiegate in modo casuale e senza un preventivo assaggio per assicurarsi della loro tendenza amarognola. Nel caso in oggetto, il piatto non presenta prevalenze in questo senso, per cui non dovrebbero esserci disarmonie. Olfatto fragrante nel piatto, quasi a prevalere sulla percezione aromatica del vino offerta al primo impatto; non è una fase determinante dell’abbinamento, ma potrebbe essere un elemento di disturbo creando “false” tendenze. All’esame gustativo offre media morbidezza, in un espressione asciutta dagli zuccheri; tali misure possono contrapporsi a medie percezioni gustative nelle preparazioni offerte. Nel caso in analisi teoricamente poteva manifestarsi una prevalenza del piatto, in pratica ciò non è avvenuto a causa di un interpretazione “sottomisura” della ricetta. Per la parte grassa, la preparazione è contenuta, il vino lo è per la parte fresco/sapida ed allora ancora una volta si ottiene una positiva contrapposizione delle sensazioni. Calore alcolico contenuto, nel vino e succulenza in lieve prevalenza, data in piccola parte dalla fragranza aromatica del piatto.  La P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) è di media intensità; nel piatto la persistenza gusto-olfattiva è di pari dimensioni. Nel complesso si tratta di un abbinamento armonico, tra due elementi delicati per espressioni organolettiche.

Conclusione:

Vino da proporre con antipasti di pesci dalle preparazioni abbastanza delicate e dalla semplice cottura; un filetto di un pesce dalla carne chiara, senza grassezze prevalenti, cotto al vapore e ultimato con un po’ d’olio extra vergine d’oliva, delicato (gardesano o ligure), potrebbe essere un valido esempio. Sformati di verdura, a tendenza dolce e con salse delicate, non molto grasse.

Primi piatti di pasta secca, con condimenti di pesci delicati, senza pomodoro e poi condimenti di verdura a tendenza dolce. Attenzione all’uso dei formaggi.

MICHELE CHIARLO - Gavi 2005  “Rovereto” con tonno alla marinara   

Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 12,5°c.

Cristallino e paglierino con netti riflessi verdolini; media consistenza all’esame visivo.
Quasi intenso e di media persistenza, fine nella qualità. Profumo fruttato, erbaceo, floreale e fragrante nell’espressione. Dopo aver dato descrizione dei riconoscimenti olfattivi, sarà più chiara l’identificazione delle caratteristiche delle preparazioni da proporre in abbinamento. Si possono riconoscere la mela verde, il tipico sentore del mallo di noce, il pompelmo e poi sentori del fiore di camomilla e di fieno. La dimensione olfattiva, intesa come quantità e tempi, resta di medio livello, anche se l’articolazione nei riconoscimenti offre una maggiore ampiezza. Il tonno alla marinara, è un piatto olfattivamente fragrante ed  anche di buona persistenza. All’esame gustativo è secco e morbido; la contrapposizione con il gusto del piatto della proposta è positiva, colta attraverso l’espressione della sapidità, della tendenza amarognola e della lieve tendenza acida. La grassezza del piatto richiede freschezza acida; la si trova in giusta quantità nel Rovereto. Succulenza e alcol in armonia. Il piatto stimola una buona salivazione durante la masticazione, mentre la percezione tattile di calore da parte del vino si misura senza carenze o prevalenze. Il vino è di buon corpo ed equilibrato, la P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) è espressa in misura tale da potersi contrapporre senza timori, nei confronti della persistenza gusto-olfattiva della preparazione, che teoricamente poteva far pensare ad una sua possibile prevalenza.

Conclusione:

E’ un vino che nella proposta con gli antipasti può essere posto al meglio delle condizioni. Servono antipasti con tendenze dolci (crostacei in semplici proposte), di sapidità da 6 su 10 sformati di verdura a tendenza dolce con salse a base grassa aromatica. Primi piatti di pasta fresca con pesci e verdure come condimento evitando la presenza della salsa di pomodoro. Pesce ancora come secondo piatto con cotture in forno o in padella, con carattere sapido e di “croccante” succulenza.  

 

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXVI  master brasile