| Mercoledì 8 novembre 2006 : abbinamento gastronomico con antipasti
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TENIMENTI CASTELROTTO - Oltrepo Pavese Pinot nero vinificato in bianco 2005 e Tartrà
Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 11°c. Vino cristallino nella limpidezza e verdolino nel colore, di media consistenza nella “lacrima”. Olfatto di media intensità e persistenza, abbastanza fine nella qualità. Sentori fruttati, erbacei ed anche lievemente floreali con riconoscimenti di erba fresca tagliata, uva spina, pompelmo e fiori bianchi. Le “dimensioni” del profumo sono di medio livello e di conseguenza gli abbinamenti saranno rivolti a cibi e preparazioni di pari intensità. Si dovrà trattare di profumi “fragranti” nello sviluppo, quindi che lasciano spazio alla percezione di altri sentori, in questo caso a quelli del vino. Questo può essere inteso come il più logico dei significati del termine “fragrante”; cioè che oltre a “dare” presenza di se, lascia spazio ad altre espressioni olfattive. Il contrario di tale significato potrebbe essere indicato con il termine “penetrante” cioè, un profumo di tali dimensioni che non lascia alcuno spazio ad altre espressioni, continuando a occupare le aree di percezione olfattiva. All’esame gustativo è secco e di media morbidezza; anche in questo caso, trattandosi di medie misure, le proposte per gli abbinamenti saranno fatte attraverso alimenti e preparazioni dal gusto di media entità. Per “gusto” si vuole indicare quanto offerto da sapidità, tendenze acide, tendenze amarognole e dolcezza. In questo caso il piatto proposto per questa prova (tartrà), risulta possedere i caratteri fin’ora ricercati e descritti, a livello olfattivo ed anche per ciò che riguarda il gusto; per cui sapidità in giusta misura e lieve tendenza amarognola. Sempre per il piatto, è la tendenza dolce a “marcare” il carattere e per quest’espressione, serve “freschezza acida” di cui il vino dispone, quindi si ha equilibrio. Come si può intuire la succulenza del piatto risulta contenuta; il vino in questo caso contrappone una presenza di calore moderata ed in equilibrio. Solo nella ricerca delle concordanze olfattive, il piatto risulta un po’ in prevalenza e quindi nella determinazione delle “persistenze”, il piatto risulta un po’ più “lungo”. Conclusione: E’ un vino idoneo a preparazioni offerte come antipasto e volendo anche come aperitivo. Gli elementi d’accompagnamento per la seconda opzione potranno essere a base di formaggi freschi e giovani a tendenza dolce oppure ricavate dalla lavorazione di formaggi morbidi e verdure a tendenza dolce. Altri accompagnamenti proposti non dovrebbero avere sapidità percettibili in modo netto. Primi piatti di pasta secca, con condimenti di pesce (carni magre e chiare) senza pomodoro; altri condimenti potrebbero essere a base di verdure a tendenza dolce, mentre sarebbe meglio evitare quelle di tendenza amarognola. LE ROCCHE DEL GATTO - Riviera Ligure di Ponente Pigato 2005 e timballo di baccalà con patate, fave e pomodoro
Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 13°c. Paglierino intenso, cristallino e lacrima quasi consistente; l’impatto visivo è quello di un vino dalle “generose” promesse organolettiche. Infatti al profumo si percepisce intenso e persistente, di fine qualità; il piatto in proposta, nell’impatto dell’intensità non è da meno. Si delinea fin da ora un incontro olfattivamente armonico. Proseguendo “guidati dal naso” si percepiscono elementi erbacei, fruttati, floreali anche lievemente speziati. Si riconoscono la susina, i gigli, il basilico e l’aneto, semi di finocchio. Quindi anche in questo senso, olfatto ampio. Il piatto come detto in precedenza, è ricco nelle espressioni dei profumi; fra gli ingredienti vi sono anche olive nere e olio extra vergine d’oliva; questi ingredienti, con il baccalà, le fave ed il pomodoro, danno nel complesso una dimensione ricca che si “misura” positivamente con i profumi del vino. Al “gustativo” è secco e morbido; questo significa che le due espressioni, in particolare la seconda, permette d’incontrare cibi ricchi di percezioni gustative. In questo caso si hanno sapidità, tendenze amarognole e lievi tendenze acide, che nel complesso, costituendo la parte del gusto, impegnano molto la “morbidezza” del “Pigato”; lacontrapposizione risulta armonica. L’acidità percepita dà freschezza ma è soprattutto la sapidità a reggere la parte; la naturale collaborazione fra le due sensazioni risulta in lieve prevalenza sulla tendenza dolce e sulla grassezza del piatto proposto in abbinamento. Il risultato non è sgradevole, ma si percepisce un continuo stimolo alla salivazione. Su tale condizione si può intervenire aumentando l’asse grassezza/tendenza dolce del piatto. Per l’alcol, il vino risulta caldo e quindi necessita di succulenza nei cibi; anche in questo caso il vino prevale per la moderata succulenza del piatto. Nella preparazione del Timballo di baccalà, infatti c’è fra gli ingredienti, una parte importante costituita dalle patate; queste sono in grado di assorbire l’abbondante succulenza stimolata dal piatto durante la masticazione. Ecco spiegato il motivo della prevalenza del “calore alcolico” del vino. Corposo, equilibrato, intenso e persistente; anche nel complesso si ha una “finale” prevalenza del vino. Conclusione: Può essere proposto a partire dagli antipasti. Dovranno però essere scelti in modo “organoletticamente” attento, pena la possibile prevalenza del vino. Antipasti di pesce con cotture e condimenti atti a conferire sapidità e nel complesso gusto intenso. Sformati di verdure a tendenza amarognola (cardi, carciofi ecc.) con salse a base di formaggi. Prosciutti crudi di buona stagionatura e sapidità. Primi piatti ancora con condimenti di pesce ( anche dalle carni sapide ) e di verdure; risotti con pesci, verdure e carni bianche.
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| Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXVI master brasile |