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COLUTTA - Colli Orientali del Friuli Refosco dal peduncolo rosso 2003

Temperature di servizio alla degustazione:
esame visivo 18°c. esame olfattivo 18,5°c. esame gustativo 18,5°c.
Cristallino alla limpidezza e di colore rosso rubino con riflessi violacei. Fluidità abbastanza consistente.
Olfatto quasi intenso e quasi persistente nelle misure e di fine qualità. La descrizione olfattiva potrà permettere d’individuare le possibilità di abbinamento. Il profumo è di franca e netta espressione, fruttato ed erbaceo. E’ possibile riconoscere sentori d’erba tagliata, di polpa di ciliegie e di frutta a polpa rossa. L’impatto dell’intensità è di buona dimensione ma non di lunga persistenza; non è vino comunque che debba evolversi molto in tal senso. All’esame gustativo è secco e di media morbidezza, mentre la parte acido-sapida si esprime in modo maggiore; sarà quindi su questi elementi che potranno svilupparsi le proposte di abbinamento. Tannino che si manifesta in secondo piano, quindi non potrà giocare un ruolo fondamentale. Impressione tattile di calore su valori medi ( 5 su10 ). Le succulenze dei piatti saranno quindi moderate. Anche il corpo è di medie dimensioni, non avrà per cui lunghe persistenze. Vino nel complesso quasi equilibrato e di fine qualità.
Conclusioni:
Gli abbinamenti ricercati per questo vino dovranno tener conto delle dimensioni di medio livello quantitativo. L’unica parte organolettica del piatto che potrà prevalere sulle altre, caratterizzando quindi la preparazione, potrà essere quella della grassezza e della tendenza dolce. Volendo proporlo con qualche antipasto, potrebbero essere proposti quelli caldi come salami cotti o verdure farcite con carne o formaggi. Tra i primi piatti, condimenti di carni bianche o di carni rosse “addolcite” dalla salsa di pomodoro. Per i secondi piatti, ancora carni bianche, animali da cortile (pollo o coniglio), con cotture di casseruola e presenze di verdure a tendenza dolce tra gli ingredienti. Carni di maiale, in preparazioni semplici o cotture brevi. Per i formaggi, freschi non a tendenza amarognola e non molto concentrati nel gusto.
BADIA A COLTIBUONO - Chianti classico 2001

Temperature di servizio alla degustazione:
esame visivo 18,5°c. esame olfattivo 19°c. esame gustativo 19°c
Cristallino e rosso granato con unghia aranciata che testimonia l’evoluzione raggiunta fin’ora. Quasi consistente nella “fluidità, lungo la parete del bicchiere.
Abbastanza intenso ed abbastanza persistente, di fine qualità; tali dimensioni possono indicare abbinamenti nei quali si dovrà essere attenti alle espressioni organolettiche del piatto.
La descrizione olfattiva è floreale, lievemente fruttata, eterea e speziata. E’ possibile riconoscere la frutta secca, il cuoio, il miele di castagno e la liquirizia. Questa descrizione potrebbe far pensare ad abbinamenti con piatti importanti, fra le carni di seconda portata; è necessario però individuare le “dimensioni” del profumo caratterizzato da queste presenze e queste sono di medio livello. Tale considerazione permette di stabilire che si tratta di un vino fine nel corpo ed elegante nella qualità. All’esame gustativo è secco e quasi morbido; il “gusto”delle preparazioni potrà quindi esprimersi su valori lievemente superiori alla media ( 6 su 10 ). Freschezza e sapidità sono espresse in misura abbastanza percettibile, mentre il tannino è un po’ più evidente (servirà ad aiutare l’espressione del vino nell’abbinamento). Quasi caldo nell’espressione alcolica e quindi ci potrà essere una percettibile succulenza nei piatti proposti. Vino di medio corpo ed ancora abbastanza intenso e abbastanza persistente. Questo conferma quanto colto all’esame olfattivo. Potranno essere individuate preparazioni non molto persistenti nelle espressioni organolettiche anche se di buona intensità. Vino maturo
Conclusioni:
Abbinamenti ricercati tra i primi ed i secondi piatti.
Paste fresche con funghi nel condimento (senza pomodoro come salsa); potrebbe essere proposto anche un risotto con lo stesso condimento, a patto che la parte grassa sia contenuta e ben amalgamata. Per i secondi piatti, una cottura di forno per un taglio bovino non adulto, con una salsa anche dal profumo intenso, ma non ricca di grassezza. Tome di media stagionatura, non molto ricche di “gusto” od anche “pecorini” giovani, non molto saporiti.
LIBRANDI - I.G.T. Val di Neto 1995 “Gravello”

Temperature di servizio alla degustazione:
esame visivo 19°c. esame olfattivo 19°c. esame gustativo 19,5°c
Rosso granato con riflessi aranciati che danno un tono cristallino, al colore di un vino evoluto in modo visivamente importante. Lacrima lenta a “dire” che c’è consistenza. All’olfatto è deciso nell’espressione; intenso e persistente. Qualità eccellente che conferma l’intuizione visiva di cui sopra. La descrizione olfattiva è eterea, floreale, speziata, ampia ed anche fruttata( non fresca evidentemente) Il riconoscimento arricchirà la sensazione di ampiezza e quindi permetterà di “pensare” ad abbinamenti più facilmente definibili. In successione si percepiscono sentori di frutta in confettura a polpa rossa, poi tabacco da pipa, bacche di ginepro, cuoio ed anche fiori rossi essiccati. E’ chiaro a questo punto che le proposte d’abbinamento potranno essere individuate tra le carni rosse, le selvaggine ed i formaggi maturi.
All’esame gustativo è secco e nettamente morbido; da qui nessun dubbio sull’intensità gustativa del piatto, che potrà essere espressa in modo generoso. Non molta freschezza com’è ovvio, ma ricco di sapidità che conferirà persistenza al gusto. Anche il tannino è di secondo piano, quindi non molta untuosità nelle eventuali salse. Succulenza percettibile, visto la componente alcolica che manifesta “calore” evidente ma in armonia con gli altri elementi. E’ un vino robusto di corpo, equilibrato ed eccellente anche in quest’esame. La Persistenza Aromatica Intensa del vino percepita a questo punto da indicazioni più specifiche per le possibili proposte d’abbinamento.
Conclusioni:
Secondi piatti di carne e formaggi. Queste sono le portate nelle quali
possono essere elaborate le proposte di abbinamento. Carni bovine con lunghe cotture, brasature che sviluppino consistenti sensazioni gustative. Agnello allo spiedo e selvaggina da pelo con le cotture atte a sviluppare complessità gusto-tattili-olfattive; le spezie dovranno apportare persistenze olfattive. Formaggi di pecora o vaccini, stagionati, intensamente e persistentemente profumati, ma mai piccanti
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