| Mercoledì 4 ottobre 2006 Abbinamento gastronomico con i pesci
|
|
TENUTA MAZZOLINO - I.G.T. Provincia di Pavia bianco 2004 “Camarà” con filetto di cernia alla salentina
Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 11,5° Cristallino di limpidezza e giallo verdolino intenso, senza cedimenti verso il paglierino. Abbastanza consistente la “lacrima” della fluidità. Profumo quasi intenso ed abbastanza persistente; la qualità è fine e la descrizione generica è contraddistinta dal fruttato, dall’erbaceo e dal floreale. E’ quindi possibile riconoscere, la mela verde, i fiori bianchi e l’aneto. Impianto olfattivo dalle dimensioni che indica abbinamenti “fragranti” e mediamente persistenti; quindi i profumi potranno essere apportati da ingredienti e meno dai metodi di cottura, che normalmente risultano essere più persistenti. Conclusioni: Vino che permette abbinamenti, soprattutto rivolti verso gli antipasti. Potranno essere preparazioni ricche di fragranze da erbe aromatiche, utilizzando pesci anche se grassi, con cotture brevi di padella oppure con cotture al vapore e con l’impiego di olio extra vergine d’oliva. Verdure in sformati, a tendenza dolce con salse sempre a base di verdure e formaggi non molto saporiti, oppure con grassi aromatizzati. I primi piatti eventualmente proposti, potrebbero essere di paste secche o fresche, con condimenti a base di pesce o verdure, senza in entrambi i casi, la presenza di pomodoro come salsa. BATASIOLO - Langhe Chardonnay 2003 “Vigneto Morino” con tonno alla marinara
Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 12°c Giallo paglierini intenso, consistente alla lacrima e cristallino alla limpidezza. Profumi iniziali dalla media dimensione e di fine qualità. Per la descrizione generica si possono indicare il fruttato, il floreale e lo speziato. Man mano che il vino “ruota nel bicchiere” aumenta lo sviluppo dei profumi e le opportunità di percezioni olfattive, quindi le dimensioni. A questo punto è possibile ipotizzare proposte d’abbinamento olfattivamente ricche e di buona persistenza. Si possono riconoscere l’ananas, sentori di lievito, pietra focaia come percezione minerale, affumicato e burro; fra i più delicati, sentori di fiori bianche freschi. Conclusioni: E’ un vino bianco che “gioca” le sue carte sulla morbidezza e sui profumi ed su questi elementi che si possono costruire le proposte. Antipasti a base di carni cotte, terrine ad esempio; sformati di verdure anche a tendenza amarognola con salse a base di formaggi, non molto grassi anche se saporiti. Pesci con preparazioni di padella dalla cottura tesa ad intensificare il “gusto” inteso come sapidità. Primi piatti di paste fresche o secche, risotti (non molto grassi, quindi è necessario porre attenzione alla mantecatura). I condimenti potranno essere di pesce, di mare meglio che d’acqua dolce, “sapidi” più che di tendenza dolce. Potranno essere usate verdure, nei condimenti dei primi piatti, a tendenza lievemente amarognola come i carciofi ad esempio
|
| Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXV master coreano |