Lunedì 2 ottobre 2006 abbinamento gastronomico con i primi piatti
CASCINA CROSA -  Langhe Freisa 2003 e fusilli con ragù di carni bianche

Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 17°c.

Rosso rubino intenso con riflessi granata, cristallino per la limpidezza. Medie misure nell’intensità e nella persistenza olfattiva. Qualità fine nella percezione dei profumi che sono vinosi, fruttati ed anche in parte lievemente speziati. E’ possibile riconoscere frutta a polpa rossa, la ciliegia matura, i lamponi ed anche “spolverate” di pepe nero, per le spezie appunto. La dimensione (quantità e tempo) dei profumi è presente in misura da far pensare ad abbinamenti dove i profumi delle preparazioni non dovranno essere molto persistenti, anche se di fragrante aromaticità; lo sviluppo fragrante non corrisponde a persistenza olfattiva. All’esame gustativo è secco e quasi morbido, con una parte acido-sapida immediatamente pronta ad alternarsi nello sviluppo organolettico. Il gusto della preparazione non è molto intenso, è un ragù di carni bianche di breve cottura ( 20/30 minuti circa), quindi non in grado d’essere intenso e persistente; in questo senso c’è equilibrio nella prova. La parte acido-sapida ben espressa in questa  Freisa, si equilibra in modo positivo con la grassezza e la tendenza dolce di questa preparazione dove si percepiscono in primo piano, com’è ovvio nelle cotture brevi. La succulenza di media intensità, ha un buon confronto con l’alcol del vino, anch’esso in buona armonia con gli altri componenti. La tannicità sente la necessità di confrontarsi con un elemento nel piatto ed infatti trova una lievissima untuosità, che gli permette di non essere in prevalenza nell’abbinamento. Infine per quanto riguarda le persistenze gusto-olfattive degli elementi del connubio, si determina equilibrio in quanto il profumo della preparazione è intensamente fragrante ma non persistente; anche nel vino l’espressione olfattiva è articolata nella stessa forma.

Conclusioni:

Consigliare questo vino con un antipasto è possibile, ma in questo dovranno essere presenti in forma percettibile, grassezza e tendenza dolce in collaborazione tra loro (cotechini, zamponi, salumi cotti serviti caldi, ma anche salami crudi dall’impasto fresco e morbido). Tra gli antipasti potrebbero essere considerate ancora buone proposte quelle di verdure a tendenza dolce (peperoni, cipolle, zucchine, ecc.) con farciture di carni, ad esempio. Per i primi piatti, l’esempio descritto potrebbe essere un esauriente riferimento; è possibile aggiungere alla tipologia anche il pomodoro inteso come salsa ed anche carni di maiale. Tra i secondi piatti, carni bianche in casseruola, carni di maiale in cotture brevi. Per i formaggi vanno bene quelli  freschi e grassi, non molto persistenti nelle aromaticità, quindi meglio optare per il latte vaccino.

CANTINE SANT’AGATA  - Barbera d’Asti superiore 2001 “Cavalè” con risotto ai funghi porcini 

Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 18,5°c 

Rosso granato con unghia aranciata, cristallino con “lacrime” a segnare netta consistenza sul bicchiere. Olfatto intenso e persistente, di qualità eccellente. Quindi forma e natura di questo profumo non nascondono nulla, permettono d’identificare in modo chiaro la natura degli abbinamenti possibili.
Floreale, etereo, fruttato, speziato ed ampio; anche l’approfondimento olfattivo può confermare quanto sopra. E’ possibile riconoscere le confetture rosse, tabacco e cuoio, funghi secchi e cannella. L’evoluzione è positiva, ha dato persistenza ed eleganza e quindi si aprono sipari interessanti sulle possibilità di proposte.
All’esame gustativo è secco e morbido in modo netto ed avvolgente. Il risotto in abbinamento, è una preparazione olfattivamente impegnativa ed in questo caso, si possono intuire le condizioni positive. Mentre per quanto riguarda la morbidezza (evidente in questo caso), questa  sente la necessità di un confronto con un risotto “deciso” nel gusto e ciò si verifica dando l’opportunità al “Cavalè”  di mostrare le proprie potenzialità d’abbinamento. Il risotto ai funghi porcini di questa prova ha anche una  tendenza dolce e mostra  una buona ed elegante grassezza che gli dà “corpo”. Nel vino la parte destinata alla naturale contrapposizione (acidità e sapidità), è presente in modo adeguato e resta, alla sapidità, anche lo “spazio” per manifestare una certa persistenza. Tannino di secondo piano e che quindi, essendo “ben” contenuto nella struttura del vino, non deve occuparsi di nulla in particolare nell’abbinamento; può lievemente contribuire a conferire una certa prevalenza al vino. Succulenza ricca, com’è ovvio in una buona elaborazione di risotto, in particolare se si tratta di uno ai funghi porcini; la componente aromatica in questo caso incrementa la salivazione, quindi la succulenza. L’alcol presente, sviluppa una sensazione tattile di calore, che si contrappone in forma equilibrata e non si rende per nulla responsabile di percezioni oltre misura, quindi armonia.
La persistenza gusto-olfattiva del risotto non è molto “lunga” anche se si tratta di funghi porcini; questi possono essere ricchi di fragranza aromatica, ma non per questo risultare anche persistenti. Nel vino l’aspetto della persistenza olfattiva risulta essere in lieve prevalenza sul risotto,  
 data l’importante evoluzione nell’invecchiamento.

Conclusioni:

Per poterlo abbinare ad un primo piatto, l’esempio appena riportato, mostra quali dovrebbero essere gli elementi organolettici da incrementare nel piatto. Per i secondi piatti, la scelta è chiara ed ampia; carni rosse di bovini adulti in cotture medio lunghe; anche l’agnello potrebbe essere una buona opzione, tenendo a bada la parte grassa che non risulti in eccesso e che non si trasformi, in parte, in untuosità. Formaggi vaccini di buona aromaticità e stagionatura, anche un po’ grassi.

 

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXV master coreano