Lunedi 11 settembre 2006 abbinamento gastronomico con antipasti

BATASIOLO    LANGHE “ SUNSI’ ” 2003
e
tartrà con salsa ai peperoni

Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 13°c.

Di limpidezza cristallina e colore giallo paglierino intenso; quasi consistente nella formazione delle “lacrime”. Abbastanza intenso e quasi persistente per le “misure” dei profumi. Fruttato, floreale ed anche erbaceo; sentori di pesca ed uva spina, anice e bouquet di fiori gialli. Qualità e dimensioni olfattive, lasciano intendere che potrebbe essere un abbinamento positivo, quello proposto: Si tratterà di capire se anche all’esame gustativo e nelle successive manifestazioni di persistenza, si avranno equilibri ed armonie. La tartrà da parte sua, grazie ad un’immediata aromatica fragranza data dalla salsa ai peperoni e dalle erbe aromatiche impiegate nella ricetta, indica questo elemento olfattivo, come elemento non di secondo piano. All’esame gustativo è secco e di medio-alta morbidezza (6 su 10); la contrapposizione con il “gusto” del piatto, si sviluppa in modo armonico, quasi con una lieve prevalenza morbida del vino. Freschezza acida non immediata e sapidità più evidente. La naturale controparte del cibo è rappresentata dalla, grassezza e dalla  tendenza dolce; in questo caso sono al limite massimo. Buona la presenza tattile del “calore” data dall’alcol, quasi superiore alla succulenza del piatto. Infine olfattivamente  la proposta di abbinamento è equilibrata nelle persistenze.

Conclusioni:

può essere proposto con antipasti a base di verdura a tendenza dolce ed anche amarognola, con salse non molto grasse anche se saporite; primi piatti con condimenti di pesce ed anche verdure, senza grassezze di primo piano; formaggio ad intensificare sapidità. Secondi piatti di pesce (dalle carni non molto grasse)  con cotture al forno ed anche alla griglia. Meglio evitare le zuppe ed i guazzetti se con grassezze da condimenti  


MALVIRA’   ROERO ARNEIS 2004    “SAGLIETTO” con
timballo di baccalà con patate, fave e pomodoro.

Temperatura media di servizio alla degustazione ed all’abbinamento: 13°c.

Cristallino e paglierino intenso; di evidente consistenza. All’olfatto sfiora l’intensità ed anche la persistenza, che in “dimensioni” equivarebbe a 7 su 10. Qualità fine ed elegante. La descrizione dei profumi è fruttata, floreale, erbacea e speziata. Si possono riconoscere la mela verde, i fiori gialli e poi con la rotazione nel bicchiere, mai molto energica, per contenere le evaporazioni alcoliche, si percepisce la polvere di cacao e la frutta tropicale, in particolare l’ananas maturo. Il piatto per la prova di abbinamento è olfattivamente intenso e ben si rapporta alla persistenza dei profumi del vino. In “bocca” è un vino morbido e secco e quasi prevale, in questo aspetto nei confronti del “gusto” addolcito dalla presenza della patata nella ricetta. L’intingolo che accompagna il timballo, è “legato” dalla capacità di un olio extra vergine di oliva, che porta con se anche un po’ di grassezza; nei confronti di tale percezione tattile, si contrappone un asse acido-sapido, ben espresso nel vino. Calore “alcolico” in leggera prevalenza sulla succulenza del piatto. La conclusione della prova d’abbinamento, che si sviluppa tra le persistenze olfattive del vino e quelle gusto-olfattive della preparazione, è in ottimo equilibrio.

Conclusioni:

Vino per preparazioni organoletticamente ben definite. Tra gli antipasti possono essere quelli con l’impiego di carni, formaggi ed anche salumi come prosciutto crudo. Se di pesce, potrebbero essere con la presenza del pomodoro a dar carattere, tendenza dolce e piccola vena acida. Primi piatti di pasta fresca con condimenti di pesce, funghi ed anche carni bianche. Secondi piatti, ancora di pesce, con carni anche impegnative (coda di rospo); cotture impegnate per metodi ed ingredienti. Griglia o brace, zuppe e guazzetti

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXIV master giapponese – 11 settembre 2006