Venerdì 8 settembre 2006 - vini passiti  e vini liquorosi

DEGIORGIS  PIEMONTE MOSCATO PASSITO 2003    “ESSENZA”

Temperatura di servizio alla degustazione
Esame visivo 10°c .  esame olfattivo 12,5°c.   esame gustativo 14°c.

 Cristallino e giallo paglierino intenso; ricco, quasi consistente con la lacrima lenta a formarsi ed a cadere. All’olfatto è “deciso” nelle misure, quindi intenso ed i tempi dimostrano anche persistenza. La sua qualità è fine e di evidente eleganza. Descrivendo il suo profumo è di chiara aromaticità, fruttato e floreale, lievi percezioni di spezie non ancora ben definibili ma eleganti anch’esse. E’ possibile riconoscere sentori di vaniglia, di albicocca, di glicine ed anche di nocciola tostata e confetture di frutta a polpa gialla. Si tratta di un profumo evidentemente giovane, ma già d’importante ricchezza. In bocca  è dolce ed anche di percettibile morbidezza, la componente alcolica lascia spazio d’espressione sia allo zucchero residuo che alla glicerina;  ecco quindi un vino che può essere proposto alla pasticceria impegnativa per gusti e per consistenze tattili ed olfattive. Anche da un punto di vista “termico” può essere proposto con preparazioni fredde come temperatura di servizio; l’alcol è in grado d’esprimersi anche su un palato “raffreddato” dalla temperatura di un semifreddo. Per ciò che riguarda la componente acido-sapida del vino, questa offre l’opportunità di proporre dolci con medie presenze di grassezza. Si tratta di un vino equilibrato e di buona Persistenza Aromatica Intensa (P.A.I.), 7 su 10.

Conclusioni:

E’ possibile proporlo in abbinamento con torte a base di pasta frolla e con confetture di frutta a polpa gialla, come crostata all’albicocca , oppure con frutta fresca quando questa è dolce e matura, ad esempio ancora con le albicocche o le pesche mature. I semifreddi come accennato in precedenza, possono essere una buona proposta, senza però cioccolato ove questo sia predominante. Piccola pasticceria secca con la presenza di nocciole, o mandorle. E’ possibile proporlo anche con formaggi dalla tendenza amarognola e saporiti, ma non piccanti


CANTINE FLORIO - DUCA DI SALAPARUTA
MARSALA VERGINE “TERRE ARSE” ambra semisecco 1991

Temperatura di servizio alla degustazione
Esame visivo 12°c .  esame olfattivo 13°c.   esame gustativo 14°c.

Limpido e giallo ambrato con riflessi rame, di evidente consistenza con lacrima lenta e regolare.
Le “dimensioni olfattive” sono sempre quelle di notevole “dimensione” e governate dalla componente alcolica; con un’adeguata temperatura di servizio (mantenuta non solo nella bottiglia ma anche nel bicchiere) però, l’evaporazione alcolica caratterizza il profumo ma non lo monopolizza. Intensità e persistenze importanti e  di eccellente qualità.
Etereo, speziato, ampio con percezioni tostate. Si possono riconoscere il caramello,la gomma (come sentore etereo), curry, miele di castagno, datteri, frutta secca come la tipica mandorla tostata ed ancora molti altri. I riconoscimenti possibili sono sempre in relazione alla “confidenza” sviluppata  con la propria memoria olfattiva; il vino in analisi offre certamente molte opportunità. Proiettando quanto colto fin’ora, si possono ipotizzare abbinamenti gastronomici particolari e stimolanti. Sarà  opportuno tenere in considerazione che qualsiasi preparazione si vorrà accostare a questo vino, dovrà essere olfattivamente di grande carattere.
All’esame gustativo è un vino secco ma riesce ad essere  anche morbido; chiaramente anche qui la percezione tattile di calore generata dalla presenza alcolica  potrebbe giocare un ruolo predominante ed in parte lo fa. La temperatura di servizio, mantenuta nel bicchiere a 14°c, rende possibile  la percezione di netta sapidità che gli da una lunga persistenza gustativa. Nella parte finale dell’espressione organolettica da parte del vino, si esprime il calore dell’alcol e la persistenza dei profumi per via retronasale. L’equilibrio gustativo si percepisce nonostante la ricchezza di componenti ma richiede chiaramente una maggiore attenzione nella degustazione. E’ molto intenso e molto persistente e complessivamente nelle tre fasi della degustazione si manifesta in modo coerente quindi armonico.

Conclusioni:

La componente alcolica obbliga ad individuare abbinamenti che stimolino percettibile succulenza, sia che venga offerto come aperitivo e sia che venga portato in tavola. Potranno quindi essere individuate preparazioni che stimolino salivazione attraverso diverse sensazioni.  I “sapori” delle preparazioni dovranno essere percettibili ma non prevalere sulle altre percezioni possibili.

Pesci conservati sotto sale (acciughe per esempio ) e poi lavorate con elementi che integrino la preparazione con grassezza, (olio extra vergine di oliva ), incrementi olfattivi come origano ed a tendenza acida come limone o aceto, potrebbero costituire un’accompagnamento ad un aperitivo, impegnativo ma nello stesso tempo stimolante e ricco di percezioni. Questo vuol essere solo un esempio di come si potrebbe impostare la ricerca di un piatto

 

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXIV master giapponese – 8 settembre 2006