ARUNDA VIVALDI – ALTO ADIGE EXTRA BRUT “BLANC DE BLANC’S”

Temperatura di servizio alla degustazione
Esame visivo 9°c . esame olfattivo 10°c. esame gustativo 12°c.
Cristallino e paglierino intenso, con perlage fine, bollicine numerose e persistenti.
Olfattivamente intenso e persistente, di fine qualità. Si hanno percezioni floreali, fruttate ed anche speziate, che permettono di riconoscere sentori di anice e semi di finocchio, lievito e crosta di pane, frutta tropicale, miele d’acacia ed anche il giglio.
Il profumo è di ampia eleganza e di dimensioni tali da individuare abbinamenti ricercati; se dovesse essere proposto come aperitivo, richiederebbe la scelta di “stuzzichini” non semplici e casuali, ma vere preparazioni di cucina adattate allo scopo.
Al gusto è secco e quasi morbido con una lieve prevalenza della parte “dura” testimoniata dall’asse acido-sapido. Fin qui si possono individuare abbinamenti ove il gusto, inteso come percezioni saporifere ( dolce-acido-salato e amaro), non dovrà essere molto intenso, mentre per le possibili presenze di grassezza e di tendenza dolce si potrà essere più tranquilli. L’alcol non offre percezioni di calore tali da cercare cibi molto succulenti. Per finire, alla P.A.I. si hanno “buone dimensioni” e quindi potranno essere proposti piatti dai profumi ricchi ed avvolgenti, meglio se apportati dagli ingredienti che non dai metodi di cottura applicati.
Conclusioni:
Antipasti di pesce con condimenti a base di olio extra vergine di oliva, pesci dalle carni anche abbastanza grasse, nel complesso non molto ricchi di gusto e quindi metodi di cottura semplici.
Primi piatti di pasta o riso con verdure e formaggi, caratterizzate da buone tendenze dolci (es. risotto porri e robiola di Roccaverano). Tra i secondi piatti, ancora i pesci con l’applicazione degli stessi esposti per gli antipasti.
I VIGNAIOLI DI SANTO STEFANO BELBO – ASTI 2005

Temperatura di servizio alla degustazione
Esame visivo 9°c. esame olfattivo 10,5° c. esame gustativo 12°c.
Entra cristallino nel bicchiere con netti riflessi verdolini nell’intenso colore giallo paglierino.
Elengante la consueta “dimensione olfattiva” che si manifesta in modo delicato ma dal carattere netto e definito; è l’aromaticità del Moscato bianco di Canelli. Fine, fruttato, erbaceo ed anche floreale. Si riconoscono la salvia ed il muschio, gli agrumi ed i fiori d’acacia. Con la rotazione nel bicchiere si percepisce anche la polvere di cacao e la piccola pasticceria, quasi a preannunciare una ricerca d’abbinamento gastronomico. L’aspetto olfattivo fin qui percepito, permette di avere subito conferme sulla tradizione dei possibili abbinamenti. Al palato è amabile ma non dolce, quasi morbido e di buona e percettibile freschezza. Ecco che gli abbinamenti con i dolci a pasta lievitata (lievemente salina e meno dolce di altre paste), prendono forma.. La buona freschezza da la possibilità di utilizzare anche qualche salsa di accompagnamento ai dolci, con presenze di grassezza. Poco calore dall’alcol ( come dev’essere ) e quindi mai dolci molto consistenti e succulenti. Vino equilibrato e nuovamente moderato nella persistenza aromatica intensa; per questa ragione si potranno usare dolci dai profumi fragranti ma non persistenti.
Conclusioni:
La tradizione vuole l’Asti abbinato al panettone e probabilmente resta uno degli abbinamenti più indicati. Uscendo da questo, si può abbinare a quei dolci dove la percezione zuccherina non è molto ricca, perché infatti questo vino non è dolce in modo netto e ben definito. Ecco che ad esempio le torte di frutta secca ( di nocciole con zabaglione) rappresentano un’altra buona scelta. Tra i dolci morbidi al cucchiaio può essere proposto dove siano presenti frutti a tendenza lievemente acidula che vada a smorzare lo zucchero della preparazione di pasticceria.
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