Giovedì 7 settembre 2006  Enografia nazionale

ANZIVINO Consorzio Vintesa - Bramaterra 2001

Temperature di servizio alla degustazione:
esame visivo 19°c. esame olfattivo 19,5°c. esame gustativo 20°c.

Cristallino e rosso granato con avvolgenti riflessi aranciati; le lacrime della consistenza sono “cariche” di promesse.
Quasi intenso e quasi persistente, quindi di dimensioni che hanno ancora possibilità e necessità d’arricchimento, con un idonea evoluzione in bottiglia.
Di fine qualità olfattiva si possono  percepire sentori floreali nell’immediato e poi in successione i fruttati, gli speziati e gli eterei. Tra i vari  riconoscimenti che gli danno eleganza si hanno fiori rossi secchi (geranio), cannella, tabacco, funghi secchi, ma anche scorze d’arancio.
 Non tanto la natura, ma la dimensione olfattiva, indica possibilità d’abbinamento con preparazioni dove i profumi potranno essere apportati da vari ingredienti ed un po’ meno dai metodi di cottura (questi ultimi profumi in genere hanno una maggior persistenza).
Al palato l’inizio è morbido, di freschezza acida contenuta e di maggior sapidità. Questa prima parte d’analisi indica la  possibilità di utilizzare preparazioni con una buona presenza di sapori, ma controllate nelle componenti  grasse. La buona sapidità permette di usare cibi dove le salse possono apportare tendenze dolci anche  abbastanza evidenti, come accade con varie salse che accompagnano i secondi piatti. Tannicità e “calore alcolico, danno opportunità di coinvolgimenti tattili, da parte del cibo, anche di buona intensità.
Chiusura quasi in equilibrio organolettico con persistenza aromatica intensa di medio livello.
Pronto, ma con ancora buone possibilità di evoluzione.

Conclusioni:

Tra gli abbinamenti possibili, s’inizia dai primi piatti con condimenti importanti di selvaggina, carni rosse, ma anche fondute di formaggi grassi con eventuale presenza di tartufi bianchi. Tra i secondi piatti di carne potrebbero essere impiegate carni bovine di tagli magri dalle brevi cotture con salse a tendenza dolce, carni suine con cotture dove potrebbe permanere una buona presenza grassa e lievemente untuosa. Tornando alle bovine, piccoli tagli da stufature e cotture in casseruola. Formaggi vaccini di media stagionatura e con media presenza grassa.


Agricola San Felice - Chianti Classico riserva 2001 “Il Grigio”

Temperatura di servizio alla degustazione:
esame visivo 18,5°c esame olfattivo 19,5°c esame gustativo 20°c

Rosso granato con unghia lievemente aranciata, ma ancora integro nel colore. Di limpidezza cristallina e quasi consistente.
Olfattivamente intenso e persistente, di qualità eccellente. Dimensioni importanti, supportati da natura varia e ben evoluta, ma  ancora con ampi margini d’incremento. Per la descrizione generica si possono usare i termini eterei, speziati, floreali e fruttati. Si riconoscono infatti la confettura di piccoli frutti a polpa rossa, i funghi secchi, la radice di liquirizia, le bacche di ginepro, il cuoio e la foglia essiccata dell’alloro. L’ampiezza di questo profumo, che si sviluppa in modo persistente, da possibilità d’abbinamento importanti. Potranno essere, nei piatti, aromi da ingredienti, ma anche apportati da metodi di cottura. Con adeguata evoluzione in bottiglia potranno essere considerate anche materie prime d’importanza primaria come carni bovine e ovine.
All’esame gustativo è secco e morbido, portato in equilibrio da una media presenza acida ed una maggior espressione di persistente sapidità. In questo caso i cibi potranno essere intensi di sapore e di media presenza grassa . La componente tannica offre l’opportunità di usare salse ove sarà possibile l’impiego di equilibrate ed aromatiche untuosità. Potranno essere cibi succulenti, grazie ad una buona impressione di calore sviluppata dall’alcol. Le iniziali intensità e persistenze olfattive sono confermate da un equivalente “dimensione” di persistenza aromatica intensa (P.A.I.). In questo caso i profumi delle preparazioni potranno essere proposti in modo libero( da ingredienti e da metodi di cottura) e generoso. Vino quasi equilibrato e con ampie opportunità di evoluzione in bottiglia, a dargli complessità.

Conclusioni:

Si potranno proporre primi piatti importanti nei condimenti ( carni rosse, selvaggine, formaggi in fonduta) o nell’elaborazione come risotti o paste farcite e gratinate. Con ulteriore arricchimento olfattivo, si potranno usare anche tartufi.
Secondi piatti dalle preparazioni di medio-lunga cottura, a seconda della tipologia di carne impiegata. Le medie cotture potranno essere quelle di griglia o meglio ancora di brace, con tagli bovini o ovini; le lunghe cotture potranno essere di tagli che non richiedano marinature preventive, ma eventuali brasature preventive a conservare succulenze.
Formaggi vaccini non molto grassi e di media stagionatura e pecorini dall’altrettanto media stagionatura.


Fattoria San Francesco – Cirò rosso classico 1999 “Ronco dei Quattroventi”

Temperatura di servizio alla degustazione:
esame visivo 19°c. esame olfattivo 19,5°c, esame gustativo 20°c.

Limpido e rosso granato con ampi riflessi aranciati. Di evidente consistenza.
All’olfatto è intenso e persistente con qualità eccellente. Ampia la presenza di varie famiglie di profumi, come i floreali, gli speziati, anche i toni fruttati e sviluppi eterei a dare eleganza e complessità olfattiva. Se natura e dimensioni dei profumi saranno confermati anche all’esame della P.A.I. , si potranno proporre abbinamenti di pregio e ricercati, quasi confezionati a misura.
I riconoscimenti olfattivi danno una “dimensione” sempre più ampia e concreta. I frutti sono evoluti ed a matrice dolce come la carruba, i profumi di marca più presente sono la selvaggina ed il cioccolato fondente. Profumi di chiodi di garofano poi elegante tabacco dolce e viola appassita.
In bocca è secco ma d’immediata morbidezza; ancora presenza di freschezza acida a supportare la persistente vena di sapidità. Il confronto quindi con l’aspetto gustativo delle proposte possibili non nasconde “pericoli” d’errore; si potranno individuare i piatti e le ricette più elaborate, ricche di ingredienti. Ci potranno essere ricchezze di sapori, lievi untuosità ed anche generose succulenze. E’un vino dal corpo robusto e di notevole persistenza. E’ armonico e di eccellente qualità; evoluto ma con possibilità di arricchimenti.

Conclusioni:

Potranno essere proposti essenzialmente secondi piatti di carni rosse, selvaggine da pelo e da piuma. Cotture lunghe e speziate con offerte succulente e di persistente natura olfattive, quindi largo al sapiente uso delle spezie. Potranno essere usati funghi e tartufi ad arricchire le salse.
Formaggi stagionati ma non piccanti, di latte vaccino e di pecora.

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXIV master giapponese – 7 settembre 2006