|
Raschera d’alpeggio estivo 2005 con Monferrato rosso 2000 “Sonvico”
CASCINA LA BARBATELLA

T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 18°c.
Rosso granato con unghia lievemente aranciata, cristallino e di netta consistenza nella “lacrima”.
Dimensioni olfattive nette, abbondanti e ben definite, fini ed eleganti.
Floreale, speziato, fruttato ed etereo. Sentori di confetture rosse, di china, pepe nero, geranio secco, ginepro e polvere di cacao. L’ampiezza dei profumi si sviluppa in modo da permettere al degustatore di percezioni definite e ricche nell’espressione. Il formaggio proposto in abbinamento ha una notevole ricchezza aromatica che probabilmente svilupperà anche persistenza gusto- olfattiva. Il Sonvico 2000, con il carattere espresso per via nasale diretta non dovrebbe essere inferiore al formaggio. Al “gustativo” è secco ed anche d’importante morbidezza, elementi che si sviluppano positivamente in contrapposizione al “gusto” del formaggio, fornito da sapidità e tendenza amarognola finale; i valori di tali percezioni sono in forma evidente e quindi danno un elevato stimolo organolettico agli organi di senso tale da rendere apparentemente complesso l’ottenimento di pulizia gusto-tattile ed olfattiva. In poche parole un Raschera impegnativo per questo Sonvico. C’è anche percettibile grassezza nel formaggio ma la parte acido-sapida, supportata da un’elegante presenza di tannino, offre una sensazione di perfetta pulizia alla bocca. Succulenza evidente e calore “alcolico” adeguato, quindi ancora equilibrio. Infine la P.A.I. si sviluppa in lunga espressione, tale da eguagliare la persistenza gusto-olfattiva del formaggio, dando origine ad una sorta di “fusione delle sensazioni organolettiche” , il meglio che si possa pretendere da una prova di abbinamento gastronomico.
Conclusioni:
E’ un vino da secondi piatti e formaggi. Non troverebbe collocazione fra i primi piatti. Carni rosse, selvaggine ed anche carni meno nobili ma con metodi di cottura elaborati e di lunga cottura; potrebbe essere utile sottoporre queste carni a preventiva marinatura. Carni d’agnello ed anche capretti, con cotture non “espresse”, ma di forno o di brace.
Per i formaggi, l’esempio di cui sopra, offre un’ampia visione delle possibilità; possono essere formaggi stagionati, saporiti e non piccanti e con buona presenza grassa.
Pecorino sardo ( Orgosolo NU ) 12 mesi di stagionatura con Langhe 2001 “Long now” PELISSERO

T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 18°c.
Colore granato intenso con unghia ancora violacea, visibile consistenza sulla parete interna del bicchiere. Ricco d’intensità e persistenza olfattiva con eccellente qualità. Ampio nell’offerta dei profumi con percezioni eteree, fruttate, floreali ed anche speziate. Si possono riconoscere la polpa di mora di rovo, la bacca di ginepro, il tabacco dolce da pipa, la radice di liquirizia e la rosa appassita. Il formaggio proposto è molto stimolante ed impegnativo, per origine e per stagionatura; da parte sua il vino si presenza all’analisi olfattiva “diretta” senza alcun timore. E’ chiaro che sarà necessaria l’analisi gustativa di entrambi gli elementi per avere concrete conferme.
Secco e d’importante morbidezza; il pecorino sardo è gustativamente impegnativo per sapidità e lieve tendenza amarognola al termine della masticazione, il valore di questo carattere è 7 su 10 e stessa “dimensione” dunque per la morbidezza nelò vino. Acidità e sapidità di buona ed equilibrata percezione, che anche se non trovano grassezza e tendenza dolce in sufficiente quantità da contrastare nel formaggio, riescono ad integrarsi nell’abbinamento senza prevalenze. L’unico elemento che ha espressione di primo piano nel vino e non ha nulla nel cibo a cui contrapporsi, è teoricamente il tannino. Questa condizione determina un’iniziale prevalenza del Long now sul formaggio, ma quando comincia a manifestarsi completamente la succulenza con abbondante salivazione, ecco che gli elementi tornano in equilibrio, grazie anche ad un’equilibrata percezione di “calore” del vino. P.A.I. in armonia con la persistenza gusto-olfattiva del pecorino di Orgosolo.
Conclusioni:
E’ un vino di perfetta elaborazione e di integra evoluzione, quindi necessita di un’attenta analisi organolettica in funzione dell’abbinamento gastronomico; con l’evoluzione del vino cambieranno le opportunità di proposta. Al momento è un vino che grazie all’elegante complessità tannica, supportata da asse acido-sapido di “buon peso”, può essere proposto anche con primi piatti, grassi, saporiti ed impegnativi, con eventuali presenze di componenti olfattive caratterizzanti, come per esempio i funghi.
Tra i secondi piatti, carni rosse, suine, agnello e capretto con cotture che potranno stimolare nette succulenze (griglia o brace ) oppure cotture di forno con salse ricavate, che apportino eleganti e persistenti untuosità aromatiche.
Avendo ottenuto un armonico abbinamento con un formaggio di tali caratteristiche, è facile intuire le altre tipologie di formaggi ai quali il Long Now può essere abbinato.
|