Venerdì 16 giugno 2006 abbinamento con dolci
Panna cotta con salsa alle fragole e Piemonte Moscato 2004 PIERO GATTI

T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 9,5°c.

Paglierino ed ancora vivaci i riflessi verdolini, anche se è del 2004.
Quasi intenso ed anche quasi persistente, molto fine per la qualità. Il “quasi” ha valore 6 su 10 e quindi è intuibile che le “dimensioni olfattive” daranno buone opportunità d’abbinamento. La percezione aromatica è evidente con i sentori più tipici, floreali, fruttati ed anche un po’ erbacei; si riconoscono gli agrumi, la menta, il timo (lieve) ed i fiori d’acacia.
Nella tradizione degli abbinamenti gastronomici con questa tipologia di vini, la parte olfattiva dei dolci proposti, è sempre molto fragrante, mai penetrante e mai molto persistente. La panna cotta con la salsa di fragole ha queste caratteristiche ed infatti l’armonia sarà evidente quando verrà concretamente effettuata la prova.
In bocca è amabile ed abbastanza morbido; il dolce proposto offre una percezione dello zucchero di media intensità e quindi la “concordanza” tra lo zucchero percettibile del vino e lo zucchero percettibile della panna è molto chiara. Ed è proprio su quest’asse dell’abbinamento che è possibile avere la prova di quanto sia importante non contrastare lo zucchero di un dolce, con un elemento contrario ( acido-salato-amaro). Sapidità quasi impercettibile ( come di norma ), mentre la freschezza dell’acidità, “aiutata” dalla presenza della CO2, compie perfettamente il lavoro di pulizia “organoletticamente meccanica” nei confronti dell’elegante grassezza della panna. L’alcol è praticamente impercettibile ed anche la succulenza stimolata dalla panna è di pari intensità, quindi equilibrio. Ed ecco finalmente la prova della P.A.I. del vino; è di misura sufficiente ad essere in concordanza con la persistenza gusto-olfattiva del piatto, quindi i profumi di entrambi gli elementi del connubio, terminano contemporaneamente la loro manifestazione.

Conclusioni:

Le proposte di abbinamento per la tipologia sono molto classiche, spesso legate al territorio ed alle tradizioni. Motivazioni e legami importanti che rendono difficile per il vino in oggetto, uscire fuori dai canoni e probabilmente non è neanche necessario farlo.
Infatti il Moscato quand’è vinificato nella versione con presenza di anidride carbonica, diventa un vino idoneo come pochi altri, ad abbinamenti con preparazioni dove si ha la presenza elegante di grasso (panna, burro, salse e creme con tale presenza); i dolci proposti non dovranno stimolare succulenze percettibili perché la presenza alcolica è moderata, quindi tutti quei dolci morbidi a base di frutta o creme possono trovare nel Piemonte Moscato una delle migliori proposte. Per i profumi, sarà importante che questi siano fragranti e non di lunga persistenza.


Torta di cioccolato e pesche con Malvasia di Castelnuovo Don Bosco 2004 ”Rosa canina” BAVA

T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 10°c.

Cristallino nella limpidezza e rosso rubino con tenue consistenza.
Intensità e persistenza di media dimensione. Percezioni fruttate ed anche di famiglia floreale. Si possono riconoscere il ribes rosso ed il melograno e nella tipicità del vitigno, anche la rosa. I profumi del dolce proposto hanno una lieve iniziale supremazia nell’intensità, poi la percezione aromatica della pesca, stemperando un po’ il profumo del cioccolato, offre più spazio al profumo della Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.
E’ evidente che si tratta di un abbinamento al limite delle possibilità per il vino, ma vale la pena tentare.
In bocca è amabile, quindi meno di dolce (6 su 10), questo potrebbe apparentemente sembrare un ostacolo, ma in realtà ancora una volta la pesca con la sua componente acidula, apre un varco per l’aspetto organolettico del vino, che non deve più contrastare da solo il cioccolato. Infatti, la componente acida del frutto, attenua notevolmente la dolcezza del cioccolato e quindi “gustativamente” il connubio è in equilibrio. Nel dolce non si hanno percezioni di grassezza tali da dover richiedere al vino, acidità, sapidità o sensazione tattile di pizzicore data dalla CO2 e quindi la “lieve” presenza di anidride carbonica, è sufficiente per l’abbinamento.
La tipologia di vino non offre “calore” d’alcol e comunque non si hanno succulenze evidenti per le quali sia necessaria l’evaporazione alcolica.
L’unico punto sul quale, dopo la masticazione, la torta di cioccolato e pesche è superiore al vino è nella percezione della persistenza gusto-olfattiva; durante la masticazione infatti, il cioccolato esprime un’intensità aromatica che assume anche una dimensione di maggior persistenza e quindi di prevalenza sul vino.

Conclusioni:

La prova di abbinamento appena descritta, offre l’opportunità d’intuire le varie possibilità di abbinamento ed il limite proposto dalla prova con il cioccolato, ne traccia le possibili “dimensioni”.
E’ un vino che può trarre notevoli benefici dall’incontro con la frutta a polpa rossa, quand’essa viene utilizzata come ingrediente ed anche come frutta fresca, quindi potrebbe accompagnare, frutti di bosco, fragole e pesche, ad esempio. Dolci morbidi per consistenza (quindi non molto succulenti) ed anche con lievi percezioni di grassezza, possono essere proposti. L’eventuale utilizzo del cioccolato potrebbe essere visto come elemento che apporta intensità aromatica e non comunque persistenza gusto-olfattiva.

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXIII Master in lingua inglese