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Martedì 13 giugno 2006 abbinamento con antipasti
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Tartrà con crema di fagiolini verdi e Gavi 2005 “Rovereto” CHIARLO
T. S. : media alla degustazione ed all’abbinamento = 11° c. Cristallino nel bicchiere con colore giallo paglierino dai riflessi verdolini; di media consistenza. Raggiunge quasi l’intensità e la persistenza al pieno del valore del significato ( 7 su 10 ). Profumo di natura fine ed elegante. Percezioni olfattive fruttate, floreali, erbacee e vegetali, con riconoscimenti di mela verde, c’è il mallo di noce, le erbe aromatiche fresche, sentori del giglio e del miele d’acacia. Olfatto sufficiente ad equilibrarsi con la parte olfattiva del piatto che non ha molta persistenza ma è generoso nell’intensità. Conclusioni: E’ certamente fra gli antipasti che può trovare il meglio delle proposte di abbinamento; di pesce crudo o cotto in modo semplice, possono esserci presenze grasse senza timori. Fra gli antipasti di verdure, traendo spunto da quanto emerso dalla prova di cui sopra, s’intuisce che dovranno essere preparazioni a tendenza dolce e non molto succulente. Paste fresche o secche con condimenti di pesce, anche d’acqua dolce o ancora con verdure. Va anche bene con preparazioni a base di uova. Per i secondi piatti pesci dalle preparazioni non molto elaborate, anche se dalle carni di buona grassezza. Timballo di baccalà con patate, fave e pomodoro con Piemonte Chardonnay 2003 “Mej” CAUDRINA
T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 13° c. Giallo paglierino ricco ed intenso con evidente cristallina consistenza. Eccellente qualità con “dimensioni” notevoli d’intensità e persistenza. Fruttato, floreale ed anche speziato. Banana poi burro, frutta tropicale ed eucalipto. Confetture di frutta a polpa gialla. E’ molto fresco nei riconoscimenti olfattivi e offre garanzie di notevoli potenzialità d’evoluzione. Il piatto della prova è impegnativo, non per elaborazione ma per ingredienti e la morbidezza del “Mej” offre subito una prova delle proprie possibilità. Secco quindi, ma di percettibile morbidezza che permette molti abbinamenti. Nonostante sia giovane, la complessità olfattiva gli darà anche persistenza. Sapidità che persiste ed alcol che richiama succulenze di primo piano; qui il timballo raggiunge appena l’obiettivo. Conclusioni: Se saranno antipasti dovranno essere ricchi per ingredienti e complessi per elaborazione; dovranno essere ricchi nei profumi ( bene le percezioni affumicate ) e stimolare tendenze dolci, sapide e di succulenza. Tutto ciò è più frequente nei secondi piatti, quando sono di pesce, con cotture al forno e meglio ancora alla brace. Potranno elaborarsi primi piatti con funghi, ma anche con tartufi bianchi a patto che la preparazione sia idonea ai vini bianchi; l’integrazione olfattiva dei funghi o dei tartufi richiede al vino solo una maggior persistenza olfattiva. |
| Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXIII Master in lingua inglese |