Martedì 13 giugno 2006 abbinamenti con primi piatti
Gnocchi sardi con ragù di carni bianche e Barbera d’Asti 2002 “Bric Rocche” LA LUNA DEL ROSPO-ConsorzioVintesa


T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 19°c.

Cristallino e rosso granato intenso con riflessi aranciati, medio-alta consistenza.
Intenso e persistente all’olfatto anche se particolarmente etereo con t.s. controllata a 19°c. Al naso oltre a quanto detto si possono percepire sentori fruttati, floreali ed anche speziati. Si riconoscono la frutta matura a polpa rossa quasi in confettura, poi chiodi di garofano ed anche liquirizia. Dimensione olfattiva questa che permette una buona scelta di proposte d’abbinamento. Potranno essere piatti dal profumo intenso anche se non molto persistente; quindi profumi apportati dagli ingredienti e non dai metodi di cottura applicati.
All’esame gustativo è secco ed anche morbido nonostante il calore dell’alcol si palesi quasi subito. Questa morbidezza infatti gli permette di contrapporsi alla sapidità degli gnocchi sardi dando subito equilibrio alla proposta. Non è evidente la freschezza acida, ma c’è la sapidità a prendere in carico il lavoro da compiere per le componenti di tendenza dolce e di grassezza della preparazione; in verità la sapidità è prevalente e quindi al termine della prova si ha una bocca “salina” ed in salivazione. Il piatto non offre poi succulenze tali da misurarsi con il “caolore” di quest’alcol. C’è invece di nuovo armonia tra la persistenza gusto-olfattiva del piatto e la P.A.I. del vino; entrambe sono di valore 5 su 10. L’abbinamento proposto non risulta armonico per una prevalenza tattile del vino.

Sarebbe per cui opportuno intervenire sulla ricetta, apportando modifiche in grado di generare maggiori succulenze nel piatto.

Conclusioni:

E’ un vino che data la sua “poderosa” impressione di calore, in parte smorzata da una comunque
percettibile morbidezza, necessita di succulenza ed anche di grassezza nei cibi; quest’ultima componente è necessaria per via di una sapidità di primo piano nel vino.
Quindi primi piatti con condimenti di carni rosse anche con pomodoro. Tra i secondi piatti carni rosse buone per la brace ed anche carni suine. Formaggi olfattivamente non intensi, quindi giovani, anche se grassi o di buona tendenza dolce.


Risotto alla parmigiana con Monferrato rosso 1999 “San Germano” MARCHESI ALFIERI

T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 19°c.

Rosso granato con riflessi aranciati, notevole consistenza e cristallino. La qualità olfattiva “balza” al naso prim’ancora delle sue dimensioni, che sono anch’esse importanti. Floreale, fruttato, etereo e speziato. Confetture di piccoli frutti rossi, liquirizia, bacche di ginepro, fiori rossi secchi e poi ancora tabacco da pipa e polvere di cacao. Probabilmente altri “nasi” potrebbero percepire ancora riconoscimenti, supportati da nuove “memorie olfattive” ; è un ampio profumo, in grado di esprimere il meglio del Pinot nero, certamente in Piemonte e fra i migliori in Italia. Questa ricchezza e quest’abbondanza danno opportunità d’interpretazioni senza particolari limiti fra le portate importanti di un menù. La prova proposta con il risotto alla parmigiana è una via per dare al vino una “ribalta” che permetta di individuare con precisione le potenzialità d’abbinamento. Infatti il vino prevale nel complesso anche se con adeguati interventi di cucina, è possibile restando nella tipologia di portata, ottenere migliori risultati. Sarà opportuno intensificare, in particolare, il profumo nella sua intensità ma anche nella persistenza. Introdurre dei funghi porcini, con altri accorgimenti, potrebbe essere una buona strada.
In bocca il vino è secco, morbido, con persistente sapidità ed anche buon tannino. Caldo, robusto ed equilibrato; anche in bocca è eccellente nella qualità. Lo stadio evolutivo indica una maturazione del vino al meglio delle possibilità, ma non preclude ulteriori miglioramenti.
L’aspetto gustativo è ricco e persistente e così prevale con la morbidezza ed anche con la sapidità.

Conclusioni:

Se si vorrà proporre con un primo piatto, questo dovrà avere una evidente complessità e persistenza gusto-olfattiva ed anche tattlile. Paste fresche, condimenti di selvaggina, fondute di formaggi grassi e profumati, se se ne ha l’opportunità anche tartufi bianchi. Per i secondi andranno bene le proposte di carni rosse con cotture importanti e speziate, la selvaggina e l’agnello. Per i formaggi, quelli vaccini, di buona stagionatura ed intensi olfattivamente.

Giancarlo Lercara e gli allievi del LXXIII Master in lingua inglese