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Monferrato bianco 2003 “Mimosa collezione” - COLLE MANORA 
T.S. esame visivo = 9°c.; es.olfattivo = 11°c.; es.gustativo = 12°c.
Di limpidezza cristallina nel bicchiere con un colore giallo paglierino molto intenso dai riflessi oro; notevole consistenza sulla parete interna del bicchiere.
All’olfatto è quasi intenso ed anche quasi persistente e con una lieve evoluzione della temperatura di servizio, entra in pieno nel significato completo del termine. Fine per la qualità e con sentori che si rispecchiano nelle famiglie dei fruttati ed ancora negli erbacei; si possono riconoscere la carambola, l’aneto ed i semi di finocchio. Dopo alcune delicate rotazioni del bicchiere “escono” anche dei profumi quasi minerali. Volendo e dovendo dare una dimensione a questi profumi per poter individuare abbinamenti gastronomici, si può pensare a piatti che abbiano una ricca intensità olfattiva apportata dall’uso di erbe aromatiche fresche ed in parte anche dai metodi di cottura (es. per i pesci, il forno od il cartoccio potrebbero essere indicati).
All’esame gustativo è nettamente secco ma evidentemente morbido e questa prima annotazione permette di individuare piatti il cui gusto potrà essere anche pronunciato; le parti grasse e quelle a tendenza dolce non dovranno essere molto evidenti perché il vino non dispone di sufficienti componenti dure (acidità in particolare) e quelle che ha, sono necessarie a mantenerlo in equilibrio ma non ad essere usate per contrapposizione. Potranno essere proposti piatti succulenti e che quindi stimolino salivazione disponendo di una buona impressione di calore. Per concludere sulle persistenze olfattive, per via retronasale il vino in degustazione esprime un carattere più deciso e quindi si conferma quanto intuito all’inizio, i piatti proposti potranno avere una buona persistenza gusto-olfattiva.
Conclusioni:
Gli antipasti che potrebbero essere proposti dovranno essere di ricca elaborazione e da materie prime importanti. Pesci cotti in padella, sformati di verdure con salse di formaggi. Risotti e paste fresche con condimenti di pesce e di carni bianche. Tra i secondi piatti, certamente i pesci dalle carni e dalle cotture importanti, potranno offrire al vino un valido spunto per potersi esprimere al meglio, ad esempio la coda di rospo.
Torgiano rosso riserva 1997 “Vigna Monticchio” LUNGAROTTI

L’evoluzione del colore ha dato vita ad un aspetto cromatico particolarmente attraente, rosso granato con riflessi aranciati; il modo migliore per avvicinarsi ad un vino quando si spera che possa essere evoluto e complesso. Cristallino e consistente a garanzia di un inizio interessante. L’olfatto all’inizio è quasi chiuso, ma la preventiva “decantazione” gli permette dopo qualche evoluzione nel bicchiere di cominciare ad esprimere quanto prodotto nel lungo periodo di ossido-riduzione in bottiglia, ricchezza e complessità. Con un elegante qualità si manifesta etereo, floreale, fruttato ed anche speziato. I riconoscimenti hanno inizio dai sentori più tenui e delicati come quelli del garofano, poi di funghi secchi e di cannella,confettura di prugne ed anche un nobile sentore di tartufo bianco. La ricchezza c’è e per via retronasale sarà, anche persistente, allora potranno essere nobili abbinamenti.
Secco ed anche morbido e quindi piatti dai sapori intensi ma senza elementi in netta predominanza su altri; dovranno essere piatti elaborati che sviluppano caratteri gustativi acquisiti dai metodi di cottura e non apportati da ingredienti in prevalenza. Sarà la sapidità a contrapporsi eventualmente alle tendenze dolci ed alle eventuali grassezze che comunque non potranno essere ricche e di primo piano. Una elegante presenza tannica nel vino si potrà prendere cura, nel caso, di qualche piacevole untuosità a patto che resti comunque moderata nei toni. Succulenza dei piatti non in abbondanza, perché l’alcol sviluppa calore, ma comunque questo resta in ottimo equilibrio con gli altri componenti che per natura gli si contrappongono e quindi non potrebbe farsi carico di assorbire eccessi di salivazione. La P.A.I. è di buona persistenza e quindi via libera ai piatti dalle persistenze gusto olfattive percettibili in modo chiaro.
Conclusioni:
I soli primi piatti che potrebbero essere proposti con questo vino sono quelli dai condimenti di carni scure e selvaggine, oppure con fondute di formaggi, integrate dall’apporto aromatico dei tartufi bianchi. Secondi di carni rosse dalle cotture lente di casseruola e comunque non le cotture brevi od espresse anche se da tagli nobili di carni rosse. Pecorini saporiti ma non eccessivamente stagionati, insomma che non risultino troppo ricchi si sapidità.
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