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Giovedì 01 giugno ’06 abbinamento con carni e formaggi
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Carrè d’agnello alle erbe aromatiche con Langhe rosso 2001 “Monpra’ “ CONTERNO- FANTINO
T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 17,5° c. Nel bicchiere entra cristallino di colore rosso granato e con un unghia lievemente aranciata. Evidente la consistenza con “lacrime” lente nella caduta, a creare fitti archetti. Conclusioni: E’ eccezionale vino da proporre con abbinamenti importanti per natura degli alimenti scelti e per tecniche e metodi di cottura applicati. Filetto di manzo alla Barbera d’Asti superiore “Rupestris” con Barbera d’Asti superiore 1999 “Rupestris” BENOTTO
T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 18°c. Cristallino e granato intenso, di buona consistenza sul bicchiere. Conclusioni: E’ un vino che richiede piatti importanti come cotture anche se semplici per materie impiegate; è necessario estrarre dagli alimenti le sostanze che sono in grado di offrire una complessità gusto-tattile ed olfattiva. Manzo in casseruola ed in umido con verdure a tendenza dolce, maiale al forno ed anche conigli elaborati e ricchi d’ingredienti. Formaggi stagionati e grassi ma non piccanti. Raschera d’alpeggio estivo (2005) con Langhe 2001 “Dossi Rossi” MONTI
T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 18°c. Cristallino e di un granato molto intenso com’è intensa la consistenza “visiva”. Conclusioni: E’ vino rosso importante che richiede piatti importanti, di materie prime, d’ingredienti e di cotture. Se lo si volesse proporre con un primo piatto, questo dovrebbe essere di pasta fresca all’uovo, con condimenti di selvaggina o con “fondute” di formaggi come quello in abbinamento, impreziosite dal tartufo bianco. Tra i secondi di carne: manzo, bue grasso, agnello, capretto (quest’ultimi due allo spiedo) e poi anche selvaggine da piume. Pecorino sardo 12 mesi di stagionatura della zona di Orgosolo (NU) con Sant’Antimo rosso 2000 “Summus” BANFI
T.S. media alla degustazione ed all’abbinamento = 18°c. Granato intenso e cristallino, quasi consistente. Al naso è di “dimensioni” importanti intenso e persistente, fine ed elegante. Sentori che appartengono alle famiglie dei fruttati, degli speziati, dei floreali, che vengono intensificati da elementi eterei. Si possono riconoscere la ciliegia matura, i fiori rossi come il geranio secco, poi la liquirizia, il cuoio, le bacche di ginepro, la polvere di cacao e la grafite. Tutto ciò da l’idea di un vino olfattivamente complesso ed evoluto e se per via retronasale avrà persistenza ( P.A.I. ), si potranno elaborare abbinamenti con piatti organoletticamente ricchi ed importanti per materie prime impiegate e per metodi di cottura applicati. All’esame gustativo è secco e morbido e quindi il pecorino proposto in abbinamento, mostra che è possibile pensare a piatti dal gusto nettamente percettibile . Infatti il formaggio in questione ha un gusto evidente conferito da sapidità e tendenza amarognola, quest’ultima diventa percettibile nella fase finale della masticazione. La sapidità è in primo piano ed è il componente del vino che si occupa di portare in equilibrio la media presenza grassa del formaggio. La presenza tannica è molto elegante e ben integrata e non dovendo occuparsi di nulla in quest’abbinamento, riesce a dare una maggior persistenza gustativa. Per l’alcol del Summus invece, c’è una succulenza netta e ben percettibile di cui occuparsi ed anche in questo caso la contrapposizione è positiva. Si tratta di un vino equilibrato, nonostante la ricchezza dei componenti e lo sviluppo delle sensazioni assume le dimensioni della persistenza, a conferma di quanto si è intuito all’inizio della degustazione. Conclusioni: E’ un vino per il quale si possono elaborare piatti importanti. A base di carni rosse ed anche selvaggine. A seconda delle tipologie di carne impiegata si possono impiegare vari metodi di cottura. Per le bovine si può usare la brace se il taglio lo permette e non perde succulenza in cottura. Si possono elaborare cotture in casseruola con preventive marinate. Per le selvaggine da penna o da pelo le preparazioni possono essere varie senza timori di inferiorità gusto-olfattiva da parte del vino. Possono essere incrementati i profumi, come accade di solito, con spezie ed anche con l’impiego di erbe aromatiche. Per i formaggi la descrizione dell’abbinamento con il Pecorino sardo, illustra ampiamente le varie opportunità che punteranno comunque sul gusto ( sapidità e tendenza amarognola) percettibile e sulla capacità di stimolare succulenze evidenti; non dovranno diventare comunque ne piccanti e ne molto amarognoli. Dovranno essere poi formaggi dai profumi intensi e persistenti. |
| Giancarlo Lercara con gli allievi coreani del LXXII Master |