Lunedì 8 maggio 2006 abbinamento con antipasti
Tartrà con crema di piselli - Colli Orientali del Friuli Pinot grigio 2004 - COLUTTA

Colli Orientali del Friuli Pinot grigio 2004 - COLUTTA

T.S. alla degustazione ed all’abbinamento gastronomico = 11,5°c.

Cristallino e di intenso paglierino nel bicchiere, mentre la consistenza è di media visione.
L’impatto olfattivo si mostra di buone dimensioni nell’intensità, mentre nella persistenza la misura è media. Si sentono profumi fruttati, floreali ed anche lievemente erbacei, con percezioni di pera matura, di eucalipto ed anche quasi di lieviti. Diventa più complesso quando assume toni minerali.
In bocca si sviluppa con una media morbidezza, comunque sufficiente a contrapporsi al gusto della Tartrà dato principalmente da sapidità, da lievi tendenze amarognole e piccole presenze di moderata acidità. La tendenza dolce del piatto in esame invece, risulta essere la percezione principale che trova nell’asse acido-sapido del vino, un valido equilibrio. La succulenza della Tartrà non è molto percettibile e l’alcol, di media percezione in questo vino, svolge il suo ruolo senza prevalenze. Infine l’aspetto olfattivo legato alla persistenza ( P.A.I. ) si concorda in pari intensità con la persistenza gusto-olfattiva del piatto.
L’abbinamento risulta armonico.

Conclusioni:

Si può proporre, questo Pinot grigio dei Colli Orientali dei Friuli, con differenti tipologie di antipasti, primi piatti ed anche secondi piatti di pesce.
Antipasti di pesce o di verdure con cotture non molto ricche di ingredienti e che non stimolino elevate succulenze, quindi evitare la griglia mentre le cotture in forno dovranno essere con poche presenze di grassi. Le verdure potranno essere a tendenza dolce anche con lievi presenze di materia grassa nelle salse di accompagnamento. Risotti con verdure o con condimenti di mare, ove vi sia l’utilizzo di olio extra vergine di oliva ma senza la presenza del pomodoro come salsa. Le paste potranno avere condimenti di verdure o di pesce con una concentrazione gustativa più intensa rispetto ai risotti. Le indicazioni fornite a proposito degli antipasti di pesce valgono anche se lo stesso, viene proposto come secondo piatto.


Penne con ragù di carni bianche – Dolcetto di Dogliani 2004 “ Vigna sorì San Martino” - Francesco Boschis

Dolcetto di Dogliani 2004 “ Vigna sorì San Martino” - Francesco Boschis

Nel bicchiere si percepisce un colore intenso porpora con netti riflessi violacei ed una grande consistenza. L’impatto al naso è intenso e persistente con percezioni vinose e fruttate che si evolvono in riconoscimenti speziati. Si riconoscono poi la mora di rovo matura e concentrata, alcuni lievi sentori di bacca di ginepro, di liquirizia dolce e poi le mandorle amare. Queste dimensioni lasciano intuire che potranno essere proposti piatti olfattivamente coinvolgenti. In bocca è secco ma di immediata morbidezza e la pasta, che ha un carattere gustativo ben percettibile si confronta con il vino lasciando pulizia organolettica al palato. Freschezza e sapidità sono ben presenti, anche in modo vivace; ed è per questa ragione che la grassezza e la netta tendenza dolce del piatto non hanno opportunità di stancare la bocca. Il tannino, estratto al meglio delle possibilità, è in equilibrio con gli altri elementi, ma conserva quel tanto che basta di carattere per poter svolgere il proprio ruolo di elemento che apporta pulizia tattile quand’è necessario, come in questo caso. Alcol che sviluppa calore necessario alla succulenza provocata da molti elementi nel piatto. Ed infine la P.A.I. è lunga, com’era prevedibile, quasi più della persistenza gusto-olfattiva del piatto, ma alla fine tutto termina con quella che viene definita “fusione delle sensazioni organolettiche”e cioè quando vino e cibo terminano di manifestare le loro espressioni gusto-tattili ed olfattive in modo contemporaneo.

Conclusioni:

E’ un vino dal carattere organolettico deciso che fra gli gli antipasti potrebbe confrontarsi solo con quelli impegnativi dove vi siano grassezza, tendenza dolce, anche untuosità, succulenza e gusto ricco di sensazioni, come per esempio salami importanti nell’impasto ed anche quelli cotti serviti caldi.
Tra i primi piatti anche quelli di pasta fresca con condimenti come quelli sopra descritti, ma anche più ricchi, con carni rosse ed anche con la presenza pomodoro.
Tra i secondi piatti le carni rosse dalle cotture brevi, quindi di taglio nobile, mentre per i formaggi possono essere scelti quelli di latte vaccino dove comunque la stagionatura abbia lasciato ancora una buona e fresca percezione di grassezza.


Risotto alla parmigiana – Barbera d’Alba 2003 “Sovrana” BATASIOLO

Barbera d’Alba 2003 “Sovrana” BATASIOLO

Colore rosso granato ancora integro con unghia violacea a testimoniare la gioventù dei polifenoli. Intenso e persistente nelle dimensioni dei profumi con espressioni di fruttato e floreale che lasciano riconoscere la frutta a polpa rossa ed il sentore speziato del geranio. Nonostante il colore si presenti in forma giovane, i profumi sono già dotati di elementi dell’evoluzione ed in successione si sviluppano percezioni di tabacco da pipa ed anche la radice di liquirizia. In bocca è secco e morbido e per cui il risotto alla parmigiana, organoletticamente impegnativo, si contrappone in buon equilibrio. La grassezza e la tendenza dolce sono di buona percezione e trovano nella parte acido-sapida una positiva contrapposizione. La succulenza del risotto è ricca e quindi il calore sviluppato dall’alcol della Barbera d’Alba Sovrana 2003 riesce a non essere aggressivo ma in armonia. Per concludere la P.A.I. del vino è importante ed elegante, un po’ meno la persistenza gusto olfattiva del risotto, per cui nel finale si manifesta una lieve prevalenza del vino sul piatto.

Conclusioni:

E’ vino che richiede piatti importanti, anche un risotto può andar bene, ma olfattivamente più intenso e persistente di quello presentato nella prova pratica di abbinamento; restando tra i primi piatti, potrebbero essere scelti quelli di pasta fresca con condimenti di ragù di selvaggine.- Per i secondi piatti carni rosse dalle medie cotture, agnello o capretto al forno. Formaggi stagionati di latte vaccino.

Giancarlo Lercara con gli allievi brasiliani del LXXI Master