giovedě 4 maggio 2006 - enografia nazionale
Michele Chiarlo - Gavi 2005 “Rovereto”

Michele Chiarlo - Gavi 2005 “Rovereto”

Temperatura di servizio: esame visivo 10°c.; esame olfattivo:11°c.; esame gustativo: 12°c.

E’ cristallino e luminoso con netti riflessi verdolini, quindi integro nel colore. Le “dimensioni olfattive sono di buona intensità e persistenza, quindi s’intuiscono abbinamenti non necessariamente contenuti, nello sviluppo dei profumi, nell’impiego degli ingredienti e nell’applicazione delle tecniche di cottura.
Per la descrizione olfattiva si percepiscono le famiglie dei sentori fruttati con il riconoscimento prima della mela verde e poi del pompelmo; i sentori floreali lasciano intuire il giglio e quelli vegetali il classico riconoscimento del mallo di noce.
In bocca è secco come si conviene e comunque abbastanza morbido; da qui si possono figurare proposte di abbinamento dove il complesso gustativo (dolce-acido-salato e amaro) del piatto, dovrà essere di media intensità: La freschezza e la sapidità consentono invece di poter impiegare materie prime ove la componente grassa potrebbe anche essere di primo piano, sia come ingrediente che come componente delle materie prime. Non potranno essere proposti piatti ricchi in succulenza dato che la componente alcolica nel vino, essendo in perfetto equilibrio,non offre impressioni di calore percettibili. Infine la persistenza aromatica intensa del vino (P.A.I.) permette di proporre piatti nei quali l’aspetto olfattivo potrà essere di buona percezione.

Conclusioni:

Per gli antipasti ed i secondi piatti si potranno scegliere quelli di pesce di mare con preparazioni di forno, oppure per i pesci di acqua dolce, quelle dove la ricetta non preveda incrementi di sensazioni gustative.
Sformati di verdura a tendenza dolce con salse non a base di formaggio. Tra i primi piatti possono essere proposti quelli di pasta fresca con condimenti di verdure a tendenza dolce ( es. zucchine ) , oppure alcuni risotti anche di pesce a patto che non entri in gioco il pomodoro come salsa.


Loacker Valdifalco – Vintesa Morellino di Scansano 2003

Loacker Valdifalco – Vintesa Morellino di Scansano 2003

Cristallino e con un rosso rubino integro che tende ad offrire un’unghia lievemente aranciata.
L’impatto olfattivo è di intensità e persistenza medie con sentori appartenenti alle famiglie dei profumi erbacei e fruttati; si riconoscono frutta fresca a polpa rossa come i mirtilli e l’erbaceo del peperone verde. Con l’evoluzione nel bicchiere, l’evaporazione alcolica molto ben integrata, rende il profumo elegante con riconoscimenti anche floreali. Tutto questo indica abbinamenti dove i profumi dovranno essere dati soprattutto dagli ingredienti e meno dai metodi di cottura (questi ultimi di solito, hanno una maggior persistenza). E’ dall’esame gustativo che s’intuiscono maggiori opportunità di abbinamento; infatti è morbido e questo consente l’impiego di piatti dove il gusto può risultare anche intenso senza raggiungere però le lunghe persistenze. La componente acido-sapida dà l’opportunità di utilizzare i grassi con una certa “libertà” senza però poter eccedere nell’untuosità. Infatti il tannino è molto elegante e ben integrato e quindi non può dare effetti tattili di pulizia organolettica. Alcol e P.A.I. infine danno la possibilità di proporre piatti di media succulenza e di persistenza gusto-olfattiva percettibile.

Conclusioni:

Primi piatti con condimenti ricchi di sensazioni gustative ed olfattive con presenza di pomodoro nelle paste farcite, in quelle gratinate e con la carne rossa a completamento della salsa. Possono essere presi in considerazione anche i funghi freschi.
Tra i secondi piatti si possono individuare le carni bianche con preparazioni elaborate ed eventualmente arricchite da verdure che prendono parte alle medio-lunghe cotture.
Per le carni rosse possono esser usate quelle con le cotture brevi, oppure espresse, ed anche con presenza di erbe aromatiche e di spezie.
Formaggi di media grassezza e media stagionatura da latte vaccino, mentre per quelli di pecora sarà opportuno non andare verso quelli molto stagionati.
Avendo l’opportunità di lasciar evolvere il vino in cantina, anche un paio d’anni, si potranno proporre abbinamenti di conseguenza più complessi.

Giancarlo Lercara con gli allievi brasiliani del LXXI Master