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Abbinamento
gastronomico: antipasti Tartrà con
Langhe Arneis 2004 “ Blangè “ CERETTO

t.s. media alla degustazione: 11°c.
t.s. all’abbinamento : 10°c.
L’intensità olfattiva e la sua persistenza sono quantificate in
misura oltre la media e questo dà l’opportunità di pensare a
preparazioni dai profumi fragranti ed avvolgenti ( possono essere
utilizzate erbe aromatiche fresche e metodi di cottura che tendono
ad intensificare i profumi).
Si riconoscono tra le famiglie di profumi fruttati, floreali ed
erbacei, sentori di mela, aneto lievemente di muschio ed agrumi.
In bocca il vino entra quasi morbido e trova equilibrio con il
“gusto” della tartrà (sapidità e lieve tendenza amarognola);
L’acidità di secondo piano viene supportata da una buona sapidità (
che gli dà persistenza gustativa); il connubio di questi due
componenti si confronta positivamente con la moderata grassezza e
soprattutto con la tendenza dolce della tartrà.
L’impressione di calore sviluppata dall’alcol è di media intensità e
quindi la media succulenza del piatto non viene travolta, anche qui
c’è equilibrio.
Le persistenze gusto-olfattive del cibo e del vino sono in
equilibrio, di media durata in entrambi gli elementi
dell’abbinamento.
Conclusioni:
Il vino può essere abbinato a differenti portate della cucina.
Si può proporre con prosciutto crudo (non molto saporito); antipasti
a base di verdure cotte a tendenza dolce, come sformati e torte
salate, attenzione alla eventuali salse di accompagnamento che non
siano grasse oltre la media e che non abbiano tendenze amarognole
persistenti. Tra i primi piatti, paste fresche e risotti con
condimenti di verdure o di formaggi freschi non amarognoli. Secondi
piatti di pesce con cotture in forno od in padella, di buona
presenza olfattiva, non molto saporiti e grassi.
Tra i secondi di carne può essere proposto con preparazioni semplici
di carni bianche e di animali da cortile che non abbiano avuto
lunghe cotture o ricchezza di ingredienti.
Timballo di baccalà, patate, fave e pomodoro con
I.G.T. provincia di Pavia rosso 2004 “Terrazze” TENUTA MAZZOLINO 
t.s. media alla degustazione: 16°c.
t.s. all’abbinamento : 17° c.
Rosso porpora cristallino con riflessi violacei; il profumo intenso
e persistente di evidente “vinosità, permette di riconoscere
elementi erbacei, speziati e fruttati ( ciliegia matura – peperone
verde – pepe nero ed origano.
La “dimensione” di questi profumi indica che potranno essere
utilizzati piatti olfattivamente ricchi ed immediati; profumi che
nel piatto, dovranno essere di buona intensità, ad evitare la
prevalenza del vino.
In bocca è morbido e la contrapposizione con la sapidità e con la
lieve tendenza amarognola (ci sono le olive taggiasche e le fave che
contribuiscono in modo importante alla consistenza gustativa
sapido-amarognola) è positiva; la freschezza acido-sapida gli
permette di affrontare positivamente la presenza dell’olio extra
vergine di oliva, portando il connubio in armonia; il calore
dell’alcol si esprime in modo tale da affrontare la succulenza del
piatto e non risultare prevalente. Tannicità moderata ed untuosità
ridotta si armonizzano, ma complessivamente quasi ininfluenti ai
fini dell’abbinamento.
A concludere la persistenza gusto-olfattiva del cibo e del vino
terminano la loro espressione quasi contemporaneamente e quindi in
una sorta di “fusione delle sensazioni”. Conclusioni:
Sono varie le opportunità di abbinamento per questo vino.
Fra gli antipasti e necessario proporre dei piatti che abbiano
caratteristiche organoletticamente impegnative. Potrebbero essere
indicati dei salumi cotti serviti caldi con verdure in
accompagnamento, verdure farcite con carni e servite calde. Salumi
cotti e crudi con una buona presenza grassa nell’impasto.
Tra i primi piatti, paste fresche o secche con condimenti di carne e
salsa di pomodoro.
Gli abbinamenti con i pesci sono a volte possibili come dimostra la
prova di cui sopra ma è necessaria una prova concreta preventiva.
Tra i secondi piatti di carne, possono essere considerate le carni
bianche e gli animali da cortile con cotture di casseruola, ricche
di erbe aromatiche, spezie e con verdure dai profumi intensi. Per le
carni rosse si possono proporre i tagli idonei alle brevi cotture.
Per i formaggi vanno bene quelli con una buona presenza di grasso e
di media stagionatura ma non particolarmente saporiti.
Abbinamento gastronomico: primi piatti
Pasta corta con ragù di carni bianche e
Barbera d’Asti 2003 CASCINA CASTLE’T 
t.s. media alla degustazione: 16°c.
t.s. all’abbinamento : 16° c.
Rosso rubino con riflessi porpora e di media intensità olfattiva;
anche la persistenza si esprime sugli stessi livelli del valore
precedente. L’espressione è elegante e con note floreali oltre che
di riconoscimenti fruttati. Sarà possibile proporlo con piatti non
particolarmente ricchi olfattivamente.
In bocca la morbidezza è media e per cui l’aspetto gustativo della
preparazione si equilibra in modo positivo. Il condimento, che ha
nella presenza dei grassi un elemento caratterizzante, trova la
freschezza acida del vino pronta a dargli un margine, quindi
armonia. Tra la tendenza dolce del piatto e la sapidità del vino
l’equilibrio è evidente. La lieve untuosità viene contrastata
dall’acidità in modo sufficiente anche se non sarebbe un suo
compito. Infine nella contrapposizione olfattiva tra vino e cibo, si
percepisce una persistenza di pari grado.
Conclusioni:
Il vino si propone per varie portate.
Salumi ed insaccati con presenza di “grasso” nell’impasto senza
timori; meglio evitare invece l’eventuale untuosità dei salumi cotti
e serviti caldi.
Antipasti ancora a base di carni e verdure oppure formaggi e
verdure. In queste portate potranno esserci tendenze dolci e
grassezze di percettibile espressione.
Paste e risotti, fra i primi piatti, con verdure e formaggi non
molto saporiti anche se grassi.
Secondi piatti di carni bianche con cotture in forno oppure in
casseruola. Per le carni rosse, dovranno essere preparazioni
semplici e non ricche olfattivamente.
Risotto alla parmigiana con
Barbera d’Asti superiore 1999 “Montevenere” CAUDRINA 
t.s. media alla degustazione: 17°,5 c.
t.s. all’abbinamento : 18°,5 c.
Rosso granato intenso senza tracce di evoluzione cromatica, ancora
compatto e cristallino nella limpidezza. Il profumo avvolge in modo
intenso e persistente con sentori floreali e speziati. C’è anche la
presenza fruttata delle confetture di frutti rossi di bosco. Foglia
di alloro e poi bacca di ginepro. E’ evidente che si potranno
individuare piatti dai profumi altrettanto speziati ed intensi. La
componente morbida è quasi piena di percezione ed il risotto tra la
sapidità e la tendenza dolce, dà una buona contrapposizione.
Freschezza e sapidità s’incontrano bene con la grassezza della
preparazione e svolgono anch’esse un ruolo importante per la
tendenza dolce. La succulenza del risotto è portata in equilibrio
dal “calore” del vino e la persistenza gusto-olfattiva del piatto è
ben equilibrata con la persistenza aromatica intensa (P.A.I.) del
vino.
Conclusioni:
Alcuni primi piatti possono essere proposti con questo vino, ma fra
i secondi piatti di carne si può trovare una scelta una scelta più
ampia.
Tra i primi piatti oltre a risotti importanti di carni o formaggi,
molto meno quelli di verdure, si possono provare le paste fresche
con condimenti di selvaggina.
I secondi sono quelli di carni rosse dalle medio-lunghe cotture in
casseruola, oppure i tagli “nobili” alla brace o al forno. Formaggi
vaccini di buona grassezza e stagionatura, senza arrivare alle
presenze amaro-piccanti molto intense.
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