LUNEDI’ 20/03/2006
Abbinamento gastronomico: antipasti

Tartrà con
Langhe Arneis 2004 “ Blangè “ CERETTO

Langhe Arneis 2004 “ Blangè “ CERETTO

t.s. media alla degustazione: 11°c.
t.s. all’abbinamento : 10°c.

L’intensità olfattiva e la sua persistenza sono quantificate in misura oltre la media e questo dà l’opportunità di pensare a preparazioni dai profumi fragranti ed avvolgenti ( possono essere utilizzate erbe aromatiche fresche e metodi di cottura che tendono ad intensificare i profumi).
Si riconoscono tra le famiglie di profumi fruttati, floreali ed erbacei, sentori di mela, aneto lievemente di muschio ed agrumi.
In bocca il vino entra quasi morbido e trova equilibrio con il “gusto” della tartrà (sapidità e lieve tendenza amarognola);
L’acidità di secondo piano viene supportata da una buona sapidità ( che gli dà persistenza gustativa); il connubio di questi due componenti si confronta positivamente con la moderata grassezza e soprattutto con la tendenza dolce della tartrà.
L’impressione di calore sviluppata dall’alcol è di media intensità e quindi la media succulenza del piatto non viene travolta, anche qui c’è equilibrio.

Le persistenze gusto-olfattive del cibo e del vino sono in equilibrio, di media durata in entrambi gli elementi dell’abbinamento.

Conclusioni:
Il vino può essere abbinato a differenti portate della cucina.
Si può proporre con prosciutto crudo (non molto saporito); antipasti a base di verdure cotte a tendenza dolce, come sformati e torte salate, attenzione alla eventuali salse di accompagnamento che non siano grasse oltre la media e che non abbiano tendenze amarognole persistenti. Tra i primi piatti, paste fresche e risotti con condimenti di verdure o di formaggi freschi non amarognoli. Secondi piatti di pesce con cotture in forno od in padella, di buona presenza olfattiva, non molto saporiti e grassi.
Tra i secondi di carne può essere proposto con preparazioni semplici di carni bianche e di animali da cortile che non abbiano avuto lunghe cotture o ricchezza di ingredienti.


Timballo di baccalà, patate, fave e pomodoro con
I.G.T. provincia di Pavia rosso 2004 “Terrazze” TENUTA MAZZOLINO

rosso 2004 “Terrazze” TENUTA MAZZOLINO

t.s. media alla degustazione: 16°c.
t.s. all’abbinamento : 17° c.

Rosso porpora cristallino con riflessi violacei; il profumo intenso e persistente di evidente “vinosità, permette di riconoscere elementi erbacei, speziati e fruttati ( ciliegia matura – peperone verde – pepe nero ed origano.
La “dimensione” di questi profumi indica che potranno essere utilizzati piatti olfattivamente ricchi ed immediati; profumi che nel piatto, dovranno essere di buona intensità, ad evitare la prevalenza del vino.
In bocca è morbido e la contrapposizione con la sapidità e con la lieve tendenza amarognola (ci sono le olive taggiasche e le fave che contribuiscono in modo importante alla consistenza gustativa sapido-amarognola) è positiva; la freschezza acido-sapida gli permette di affrontare positivamente la presenza dell’olio extra vergine di oliva, portando il connubio in armonia; il calore dell’alcol si esprime in modo tale da affrontare la succulenza del piatto e non risultare prevalente. Tannicità moderata ed untuosità ridotta si armonizzano, ma complessivamente quasi ininfluenti ai fini dell’abbinamento.
A concludere la persistenza gusto-olfattiva del cibo e del vino terminano la loro espressione quasi contemporaneamente e quindi in una sorta di “fusione delle sensazioni”.

Conclusioni:
Sono varie le opportunità di abbinamento per questo vino.
Fra gli antipasti e necessario proporre dei piatti che abbiano caratteristiche organoletticamente impegnative. Potrebbero essere indicati dei salumi cotti serviti caldi con verdure in accompagnamento, verdure farcite con carni e servite calde. Salumi cotti e crudi con una buona presenza grassa nell’impasto.
Tra i primi piatti, paste fresche o secche con condimenti di carne e salsa di pomodoro.
Gli abbinamenti con i pesci sono a volte possibili come dimostra la prova di cui sopra ma è necessaria una prova concreta preventiva.
Tra i secondi piatti di carne, possono essere considerate le carni bianche e gli animali da cortile con cotture di casseruola, ricche di erbe aromatiche, spezie e con verdure dai profumi intensi. Per le carni rosse si possono proporre i tagli idonei alle brevi cotture.
Per i formaggi vanno bene quelli con una buona presenza di grasso e di media stagionatura ma non particolarmente saporiti.


Abbinamento gastronomico: primi piatti

Pasta corta con ragù di carni bianche e
Barbera d’Asti 2003 CASCINA CASTLE’T

Barbera d’Asti 2003 CASCINA CASTLE’T

t.s. media alla degustazione: 16°c.
t.s. all’abbinamento : 16° c.

Rosso rubino con riflessi porpora e di media intensità olfattiva; anche la persistenza si esprime sugli stessi livelli del valore precedente. L’espressione è elegante e con note floreali oltre che di riconoscimenti fruttati. Sarà possibile proporlo con piatti non particolarmente ricchi olfattivamente.
In bocca la morbidezza è media e per cui l’aspetto gustativo della preparazione si equilibra in modo positivo. Il condimento, che ha nella presenza dei grassi un elemento caratterizzante, trova la freschezza acida del vino pronta a dargli un margine, quindi armonia. Tra la tendenza dolce del piatto e la sapidità del vino l’equilibrio è evidente. La lieve untuosità viene contrastata dall’acidità in modo sufficiente anche se non sarebbe un suo compito. Infine nella contrapposizione olfattiva tra vino e cibo, si percepisce una persistenza di pari grado.

Conclusioni:
Il vino si propone per varie portate.
Salumi ed insaccati con presenza di “grasso” nell’impasto senza timori; meglio evitare invece l’eventuale untuosità dei salumi cotti e serviti caldi.
Antipasti ancora a base di carni e verdure oppure formaggi e verdure. In queste portate potranno esserci tendenze dolci e grassezze di percettibile espressione.
Paste e risotti, fra i primi piatti, con verdure e formaggi non molto saporiti anche se grassi.
Secondi piatti di carni bianche con cotture in forno oppure in casseruola. Per le carni rosse, dovranno essere preparazioni semplici e non ricche olfattivamente.


Risotto alla parmigiana con
Barbera d’Asti superiore 1999 “Montevenere” CAUDRINA

Barbera d’Asti superiore 1999 “Montevenere” CAUDRINA

t.s. media alla degustazione: 17°,5 c.
t.s. all’abbinamento : 18°,5 c.

Rosso granato intenso senza tracce di evoluzione cromatica, ancora compatto e cristallino nella limpidezza. Il profumo avvolge in modo intenso e persistente con sentori floreali e speziati. C’è anche la presenza fruttata delle confetture di frutti rossi di bosco. Foglia di alloro e poi bacca di ginepro. E’ evidente che si potranno individuare piatti dai profumi altrettanto speziati ed intensi. La componente morbida è quasi piena di percezione ed il risotto tra la sapidità e la tendenza dolce, dà una buona contrapposizione. Freschezza e sapidità s’incontrano bene con la grassezza della preparazione e svolgono anch’esse un ruolo importante per la tendenza dolce. La succulenza del risotto è portata in equilibrio dal “calore” del vino e la persistenza gusto-olfattiva del piatto è ben equilibrata con la persistenza aromatica intensa (P.A.I.) del vino.

Conclusioni:
Alcuni primi piatti possono essere proposti con questo vino, ma fra i secondi piatti di carne si può trovare una scelta una scelta più ampia.
Tra i primi piatti oltre a risotti importanti di carni o formaggi, molto meno quelli di verdure, si possono provare le paste fresche con condimenti di selvaggina.
I secondi sono quelli di carni rosse dalle medio-lunghe cotture in casseruola, oppure i tagli “nobili” alla brace o al forno. Formaggi vaccini di buona grassezza e stagionatura, senza arrivare alle presenze amaro-piccanti molto intense.


Giancarlo Lercara (sommelier istruttore) e il LXX Master Giappone di cucina italiana
Costigliole d’Asti 20 marzo 2006